“Cornea bellissima”, me lo ha detto ieri la dottoressa della Banca degli occhi dell’ospedale di Mestre mentre terminava la visita di controllo. A inizio febbraio ho fatto un intervento per il trapianto della struttura trasparente che stava davanti alla pupilla del mio occhio destro e che si era lesa peggiorandone le capacità visive. Sì, proprio quello destro, quello da cui era partita la diagnosi dell’interminabile storia che mi viaggia addosso e che si chiama sclerosi multipla, quello che allora presentava un nervo ottico talmente chiaro da essere simil-bianco anziché bello luminoso di un giallo carico come prevede la natura. Come le cose siano andate avanti dal momento di quell’accertamento è del tutto inutile ripeterlo, non ne vale la pena, almeno non in questo momento, è roba talmente nota. L’oggi ha un’altra piega invece, un’altra storia, altro destino, perché a me non piace vincere facile e quindi ho fatto i conti anche con una cornea rovinata come mi hanno detto i medici, anche se non a causa della sclerosi multipla, roba nuova, un valore aggiunto da cui non sono sfuggita, sia mai. Così è andata: circa due anni fa il mio oculista di grande fiducia (quello che nel 2000 mi accompagnò alla diagnosi di sclerosi multipla in poco meno di un mese in un’epoca in cui i ritardi della scienza medica la facevano viaggiare silente e maledetta spesso per anni prima di darle un nome) e dal quale ero tornata perché mi sembrava di dover fare i conti con un semplice abbassamento della vista, ancora una volta, in poche e rapide mosse ben assestate, ha chiuso velocemente il controllo medico rimandandomi a un altro collega per una valutazione più pertinente. E guarda un po’, sempre all’occhio destro. “Sclerosi multipla, ancora?” ricordo di avergli chiesto. “No” ha detto, ma scuro in volto, senza moti di spiegazione. Sono passata oltre, per mancanza di tempo, o voglia o anche solo perché quel “non è sclerosi multipla” aveva già chiuso il perimetro delle mie preoccupazioni che nascono e si interrompono sempre lì. Ma la vista ha cominciato a scendere di più per accompagnarmi, anche un po’ per un fortunato caso, sulle vette scientifiche della Banca degli occhi, centro specializzato che ha aperto davanti a me le migliori strade dell’oculistica nazionale conducendomi, in seguito all’entrata in una sala operatoria, al traguardo di ieri e alla mia nuova “Cornea bellissima”. E scusate se è poco.
Questa cornea che è bellissima
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela