Poche settimane dopo aver aperto questo blog, anni fa, chiesi a Enrico, mio amico ed ex compagno di liceo, di darci un’occhiata, giusto per conoscere il suo parere, per avere un consiglio e per aiutarmi con un’opinione di cui mi sarei certamente fidata. Era estate, mattina, c’era molto caldo, venne a Jesolo per fare colazione insieme nella pasticceria dietro casa mia, ricordo che, presi dalla discussione, cambiammo molti tavoli per rintracciare l’ombra che si spostava con il passare delle ore. Era sottointeso il tema del blog: l’ospite mai voluta che mi si era calata addosso e che si chiamava sclerosi multipla. Lui che a casa aveva già letto tutto me ne parlava con una sostanziale approvazione fino quando fece considerazioni su quei post che divagavano dall’argomento centrale toccando invece ragioni che comprendevano anche temi politici e opinioni personali sul tema. “Non sono né richieste, né interessanti – mi disse – soprattutto rispetto alla tua ospite; non è certo piacevole sapere come si fa spazio dentro te ma è rilevante sentire come affronti il disordine che ti provoca”. Ci ragionai, approvai il suo consiglio e le mie considerazioni personali di tema politico sparirono. Fino a ieri sera con lo scrutinio finale delle elezioni politiche in Francia, quello che ho sentito, quello che ho letto. Non esprimo giudizi in merito ma una considerazione mi viene. I voti che hanno sostenuto portando alla vittoria Mèlenchon con il Fronte Popolare e al secondo posto Macron sono arrivati in gran parte dalla capitale Parigi, Le Pen e Bardella avrebbero conquistato il resto del Paese. Lo stesso meccanismo che ha portato il Regno Unito alla Brexit: me lo ha raccontato Donatella, compagna di banco al liceo, che oggi vive a Londra e che all’indomani del risultato del referendum del 2016 era sbalordita dall’esito, lei e i suoi amici londinesi mai avrebbero previsto questo esito tanto che in molti non erano nemmeno andati a votare sicuri che il Paese mai avrebbe accolto una tale proposta. Ieri ho scambiato un sacco di wapp con Marina – sempre il liceo! – e alle 19.10 circa ci siamo scritte: “Fatta, ma che strizza!”. Enrico, basta politica, promesso, ma stavolta serviva per dire che senza informazione, studio e preparazione si va dentro il pericolo. E non a caso in questo post, il nostro liceo è salito alla ribalta, come una capitale.
Parigi/Londra/Liceo Classico
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela