Ciao, Giacomo

Ieri pomeriggio sono stati celebrati dal Patriarca di Venezia i funerali di Giacomo Gobbato, il giovane che la scorsa settimana è stato accoltellato perché non si è girato dall’altra parte. Lui ha deciso di prendere le difese di una donna aggredita sotto casa, sentite le sue urla le è corso incontro per difenderla. Ci ha provato, ci è riuscito, ha pagato con la sua morte. Giacomo era originario di Jesolo, i suoi genitori vivono qui, il funerale è stato celebrato nella chiesa poco lontana da casa mia e fin dal primo pomeriggio dalle mie finestre ho visto l’avvicinarsi delle tante persone che l’hanno affollata. Ho parlato con chi c’era, ho visto le immagini dei servizi tv, tanto mi è bastato per leggere i sentimenti di un funerale che, per il ritratto che mi sono fatta del giovane Giacomo, gli sarebbe piaciuto. Un addio religioso condotto sulla linea di due piani che mai si muovono in comunicazione tra loro, anzi. Ma ieri invece hanno suggellato in suo nome un patto di fiducia. C’erano gli amici di Giacomo ieri, molti dei quali in arrivo dal centro sociale Rivolta di Mestre, c’era il Sindaco di Jesolo con la Fascia Tricolore, c’era Luca Casarini, attivista politico noto per essere uno dei più celebri attivisti no-global italiani, c’erano molti rappresentanti politici del Consiglio veneto, c’era Beppe Caccia, della nave Mare Jonio impegnata per il soccorso degli immigrati africani, c’erano gli albergatori e i professionisti jesolani la classe sociale dominante della mia città. Insieme, spalla su spalla, per l’ultimo sincero omaggio a Giacomo. Attorno alla sua bara tutti gli amici, come a costruire una rete di protezione proprio per lui che dello sguardo verso l’altro aveva fatto consiglio di vita. C’era il do e c’era il si al funerale di Giacomo, in un circolo stretto attorno a una famiglia distrutta da un dolore cupo.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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