La Jesolo bene

Avete presente quando si va scuola da bambini? Si è molto piccoli, in quella prima direzione della vita che porta alle cose da imparare, una quotidiana perla da scoprire e come tale bella, lucida. Quando è toccato a me si chiamava scuola elementare, ora non so, mi sono persa, ma il senso resta quello. La maestra – brava come la mia molto poche -, l’alfabeto, scrivere, leggere, far di conto, quelle stronze di tabelline da imparare a memoria e poi via che si va, con gioia. Perché tutto è nuovo e pure bello quando si è seduti col grembiulino nuovo davanti a certi banchi che disegnano un primo segno di autonomia. Non senza tutti gli amichetti da conoscere per bene, piccole donne e piccoli uomini che portano con loro anche le prime cotte. La mia era per Bruno, il più carino della classe, il più sveglio anche se non credo mi abbia mai calcolata come avrei voluto io. Fino a crescere, ma in linea di massima senza perdere il contatto con la maggior parte di quei compagni. Come con Bruno che tra lavoro e relazioni, un po’ sue un po’ mie, ci ha fatto mantenere il legame. Si arriva poi agli ultimi anni, allo scoppio potente della mia sclerosi multipla, alle chiacchiere in giro che mi fioriscono addosso, i comprensivi timori di molti di riprendere i contatti con me per l’imbarazzo di violare la mia intimità, credo. Tranne Bruno. Lui, che nella vita ha scelto un lavoro che insegue la bella vita, gestore tra i locali più alla moda della Jesolo bene, ha rotto gli indugi per primo: incontrato per caso in banca anni fa, mentre io, già in sedia a rotelle cercavo di nascondermi per sfuggire a ogni spiegazione, l’ho visto venirmi incontro per abbracciarmi e sentirlo dire “non vedevo l’ora di vederti per dirti che ti penso”. Ecco a voi Bruno, che saputo della morte di papà mi ha subito chiamata per un saluto, che è venuto al suo funerale e che quando io gli ho telefonato per informarlo che la nostra maestra era morta mi ha ringraziata per averlo fatto dicendomi anche che presto sarebbe venuto a bere un caffè da me se glielo offrivo. Insomma, tra una stronza di tabellina e l’altra, io alle elementari, grazie a te Bruno, ho capito molto di come può essere bella la Jesolo bene.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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