XXV Aprile, Montale, Galilei

Mi è capitata tra le mani una pagina di un quotidiano locale che proponeva un articolo con la classifica delle migliori scuole superiori della Regione Veneto, tra licei, istituti tecnici e professionali stilata da una fondazione nata per orientare gli studenti delle scuole medie verso la direzione più utile per il loro futuro. Più attentamente di altre ho letto, mi sembra ovvio, la classifica dei migliori tre licei classici della provincia di Venezia, ma compreso tra oro, argento e bronzo, il mio, il Montale di San Donà di Piave, non c’era. Mi sono spinta a osservare anche il podio dei licei scientifici per vedere se per caso c’era il Galilei sempre di San Donà ma niente da fare, e qui il  fastidio è stato minore, anzi nullo, la competizione mi avrebbe infastidito un po’. Giusto per non sentirmi dire cose tipo che loro sono sempre stati migliori di noi. Ma con la pagina del quotidiano in mano guarda un po’ cosa ti vedo, il liceo classico XXV Aprile di Portogruaro e il liceo scientifico XXV Aprile sempre di Portogruaro sono rispettivamente medaglia di bronzo e medaglia di argento. E chi insegna italiano è latino lì, su quelle cattedre e tra quei banchi? Marina. Mia amica dai tempi del nostro liceo, dell’università, tra gli alti e i bassi dei nostri umori, fino ai decisi alti degli ultimi decenni in cui ci siamo ritrovate pronte a esserci sempre l’una per l’altra pure senza mai vederci ma condividendo lo stesso il piacere del reciproco sentimento, potente e sincero. Vedi quanto sa essere bello il liceo? Ora però aggiungo altro, il nostro Montale non è in classifica, qualche lacuna ce l’aveva allora e forse ancora, ma metti che si sia portato a casa una medaglia di legno? Punge sui nervi ma basterebbe lo stesso. Utile comunque che sia liceo penso, indispensabile e produttivo liceo. Poi però ragiono oltre e penso a tutti – i tanti – figli di amici miei che tutti i giorni partono da Jesolo per entrare in classe a Portogruaro perché si sono iscritti nei due licei della città, scelte autonome le loro che non ho mai condiviso però. Mi chiedevo il perché decidere di macinare tutti i giorni molti chilometri per sedersi tra i banchi di un liceo che potevano trovare anche più vicino. Presto detto, perché è migliore e perché su quelle cattedre ci sale anche Marina con il suo talento professionale di qualità superiore. Se avessi un figlio è lei che vorrei, perché l’ho vista crescere, maturare centrando sempre il bersaglio della formazione che vale. Per un mio eventuale figlio il caro liceo Montale passerebbe in secondo piano, vai al XXV Aprile gli direi, da Marina, anche se tocca fare più strada e forse fare lo scientifico – con dolore comunque – ma vorrei lei alla lavagna, con il suo modo supremo di rendere italiano e latino pagine di vita più che di studio.

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