Corti, ma pieni d’amore

E ora guarda un po’ come ho i capelli. Corti. A dicembre. Con questo freddo a cui manca solo una bella nevicata per chiudere il conto. Sì ok, l’avevo detto io alla parrucchiera di tagliarmeli. Su per giù come la scorsa volta sono state le mie parole e il senso mi sembrava un sottinteso corretto visto poi che ero seduta sulle poltrone dello stesso salone. Fino a che, al momento di definire il risultato che avrei voluto, avevo il mio dito poggiato su una immagine precisa, quella che mi soddisfaceva, corta certo ma non come si è rivelato il risultato finale. Chi le capisce è bravo queste parrucchiere, almeno secondo me. O forse sono io che proprio non mi so spiegare. Un linguaggio doppio che non si incontra mai, diciamo così. Fatto sta che ora ho i capelli davvero corti con la conseguenza che mi si raffreddano orecchie, collo e sa il cielo cos’altro ancora. Hai voglia a mettere un berretto. Però la verità l’ha detta mia mamma: “Eri tu sotto le forbici, dovevi fermarla”. Concludendo comunque con complimento che commuove: “Sei bella e basta!”. Poi sento tutti gli altri che mi dicono che sì, sono corti, ma che tanto poi ricresceranno. Sottotitolo: che disastro. Fino a Federica, la mia amica storica che, con la sua risaputa sincerità, non fa giri di parole e dice che il taglio è innegabilmente corto e forse nemmeno troppo bello ma mi butta sul piatto mille e uno consigli per cercare di pettinarlo meglio. Insomma la voce di un’amicizia di quelle che quando ci sono il cuore si allarga di amore che scalda e basta. Ma che dire, non finisce qui. Perché quando sono passata alla cassa per pagare mi è stata consegnata una busta firmata da Jenny. Inseme cerchiamo di trascorrere questo periodo di dolore immenso il più legate possibile perché i nostri papà, le nostre famiglie, vicine da decenni li hanno visti andare via quasi stretti per mano. E ora siamo noi a cercarci per scambiare la forza di andare avanti, dicendoci a ragione che così avrebbero voluto loro. E nella busta c’era la sua dedica, il conto l’aveva pagato lei, un regalo, un altro omaggio ai nostri papà. Ma so anche che quando la vedrò, oltre a un bacio immenso tutto per lei so che dovrò fermarla prima che corra in salone a dirgliene quattro. Stai tranquilla Jenny, sono corti ma alla fine mi piacciano tanto, sarebbero piaciuti a papà e il tuo regalo è stato un pensiero talmente grande che io non potrò dimenticarlo mai.

Published by

Avatar di Sconosciuto

Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

Lascia un commento