“Stagione” che viene, “stagione” che ricordi

Ieri la giornata si aperta come volevo, col sole, invernale certo, ma comunque sufficiente per uscire senza farmi tremare di freddo permettendomi di non subire temperature che, comunico, seduta su una sedia rotelle si amplificano fino a trasformare il mio corpo in un blocco di cemento, rigido e ruvido. Grazie ancora, sclerosi multipla che non sei altro. Per fortuna, dopo tanto, sono potuta andare da papà, con un fiore dedicato a lui che si è legato ai miei occhi lucidi e una scossa sul cuore davanti al suo nome inciso sulla tomba. Poi all’ora di pranzo la decisione di stare fuori con la mia famiglia per un panino al volo, al solito posto e lì trovare ad aspettarci due amiche carissime, la signora Ida e la mia amica Jenny, che ha costruito insieme a mio fratello Luca la sorpresa di un incontro inatteso con due persone importanti con cui s’è condiviso tanto, compreso l’addio a due mariti e due papà scomparsi a poche settimane l’uno dell’altro. Dopo un abbraccio e un saluto commosso, le chiacchiere hanno preso il largo subito, poi via, la corsa rapida verso il tavolo, la lettura del menù, la scelta golosa cercando anche di mettere insieme quella normalità di cui abbiamo tanto bisogno. Il tema del discorso è andato sul lavoro della prossima estate a Jesolo, è solo febbraio, ancora inverno? Non proprio. Perché questo mese a Jesolo si sposa con un concetto disegnato addosso alla sua colonna portante, quello che qui chiamiamo da sempre inizio “stagione”.  Che significa prepariamoci all’estate, un modus che appartiene alla città, costruito sul lavoro che coinvolge tutti, tra alberghi, bar, negozi e via sul tema. La “stagione” appunto. Pare presto febbraio per parlare di lavoro estivo? Di accoglienza per turisti, ospitalità, porte aperte per dare spazio alle vacanze di chi arriva da fuori? No, da jesolana, cresciuta con questo spirito, assicuro di no. Infatti ieri, mentre si parlava, forse anche per allontanare le tracce pesanti rappresentate dalla bellissima rosa rossa portata a papà, s’è arrivati a ragionare sui dubbi legati alla prossima “stagione”, a quel certo  preoccupante spirito poco rassicurante che si intravede all’orizzonte. Anche se, arrivati al caffè, con le frittelle veneziane davanti a ogni piatto, s’è detto: Jesolo ha superato le estati con la mucillagine che avevano invaso il nostro mare, quella del Marco tedesco forte, quella del Muro di Berlino caduto che ha indebolito anche l’economia della Germania, quella della prima circolazione dell’Euro che ci vedeva fragili rispetto al resto dell’Europa e poi mai dimenticare la stagione del Covid, che ha visto i primi turisti entrare non prima di giugno. “Stagioni” partite in ciabatte e a settembre portate a casa sui tacchi ci siamo detti, andrà così anche quest’anno. I nostri papà, mentre ieri parlavamo di questo, loro che di “stagione” ne sapevano, eccome se ne sapevano, ci ascoltavano ed erano d’accordo con noi. Con il loro caffè davanti non senza un bel po’ di frittelle veneziane.

Published by

Avatar di Sconosciuto

Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

Lascia un commento