Giù dal podio, sm

Il cambio dell’ora. Giornate più lunghe. È la primavera. Porca paletta. Anche quest’anno ci siamo. Credo di averlo scritto e riscritto su queste pagine che dall’Equinozio in poi a me peggiora l’umore come non capita al resto del mondo. Ma va be’, che c’ho da fare. E poi il tutto si porterà dietro anche l’estate, con il caldo che disegna addosso alla cara sclerosi multipla le tracce feroci dell’afa. Il mio umore non ne parliamo come diventerà. Orrido. Infimo. Passiamo argomento, dai, che è meglio. Cambio pagina allora, parlo di ieri, un pranzo fuori con la mia famiglia insieme a un paio di amici storici. Siamo andati in un bel posticino aperto da poco, qui a Jesolo, scovato da Luca, mio fratello, e da Luca/Fizzo, il gran cerimoniere di corte di uno dei locali che ha definito con la sua epica le linee di riferimento della migliore vita notturna della mia città. Un ottimo menù ho trovato ieri, una bella accoglienza certo, ma anche dell’altro: quel valore aggiunto che mi ha conquistata. Una situazione amica, ecco cosa, libera da riguardi esagerati nei confronti della cacchio di carrozzina dove sto, quelli che trovo direi sempre, come se io meritassi maggiori riguardi rispetto agli altri. No che non me li dovete, mica è una conquista stare seduta su questo trono mobile, per quel che ne sapete chissà che qualità di donna sono vorrei gridare ai venti. Un pizzico più sfortunata della media forse, ma anche no. Io uguale al resto del mondo, più o meno sì. Ieri, invece, ho trovato un benvenuto buono e mai avvolto nella pietà. Faccio un esempio. Hanno sbagliato a portare il mio caffè. Niente salamelecchi in più. Semplice. Subito dopo è arrivato quello giusto, con scuse che stanno dentro alla normalità. Insomma, mi hanno fatta sentire a posto, solo una persona seduta su una sar che si porta in giro questa sclerosi multipla dei miei stivali ma che non merita chissà quali qualità di ascolto. Attenzione per le barriere architettoniche certo che sì, ma non faccine compiacenti piene di patimento. Ieri ho trovato gentilezze che fanno parte dell’accoglienze ristorativa, rivolte a me come a tutti, punto e a capo. Io ho la sclerosi multipla, mi sposto su una sedia a rotelle ma solo per questo non valgo una medaglia d’oro. Perché so essere anche un’insopportabile maleducata. Sclerosi multipla o meno. Ecco, tanto per dire, beccatemi sotto le spire di una giornata con l’afa. Solo come esempio.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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