Una mamma per amica

Adesso che sono a casa dal lavoro vedo più televisione. Ma, da saputa saputella quale sono, più che guardarla mi fisso a osservare i deboli caratteri con cui è costruita. Chiudo qui. Ho mille e una piattaforma, a pagamento o meno, per vedere serie tv e film. Ma non sono sola, c’è mia mamma con me e noi due non abbiamo nessun gusto in comune. E non mi va di imporle le mie preferenze. A lei le serie tv non piacciano per esempio, creano dipendenza mi dice, va detto che, sinceramente, nemmeno a me danno eccessiva soddisfazione. A parte Una mamma per amica che, chissà per quale ragione, quando la becco, mi ci fermo davanti sempre anche se le puntate le ho guardate, tutte, più e più volte. Ma va da sé. Resta comunque il fatto che quando in casa la televisione è accesa raramente ho il telecomando in mano, certo, all’ora del tg, a pranzo e a cena, ma per il resto più che altro ascolto, con un libro in mano o un giornale. Ovvio comunque che con le orecchie aperte mica è facile estraniarsi del tutto dall’argomento portante che passa sugli schermi e che nel momento attuale si regge per lo più su due temi fissi. Che sono cronaca nera – tanta – e cucina – non da meno. Autentiche linee guida della programmazione: la prima viene proposta direi ossessivamente con termini che riguardano omicidi e via sul tema, senza rispetto per il concetto stesso di giornalismo che qui viene bistrattato, deluso tra grida del tutto ripetute senza regole certe. Non da meno le pagine che seguono la gastronomia, condotte su percorsi culonati per niente armonici, con proposte di piatti ripetuti che fanno uso di ingredienti utilizzati in quantità esagerata dando l’dea di un autentico spreco alimentare, per niente lecito rispetto alle esigenze di ogni epoca. Spero di sbagliare ma eccola la sola tv che c’è in giro. Professionisti che si muovono su queste assi? Mi faccio molte domande. Soprattutto chiedendomi perché non si possa cambiare questi riferimenti. Del tipo: Una mamma per amica, per quel che mi riguarda.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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