La Settimana Enigmistica

Ecco che me la sono rifatta comprare, dopo anni o forse più, per trascorrere meglio il mio tempo ho pensato, soprattutto quello del pomeriggio, quando metto da parte i libri e vago con pensieri soffocati dalla noia. La Settimana Enigmistica, quella che da giovinetta facevo sempre, d’estate, in negozio dai miei, in quei pomeriggi che inchiodavano per il caldo, coi clienti che rallentavano le loro entrate perché stavano di più in spiaggia, ma io no, lì dietro a quel banco dovevo stare, per aspettarli. Con La Settimana che c’era sempre, è cresciuta con me, con le barzellette, i rebus e le mitiche parole crociate che facevano passare il tempo. E mentre io diventavo più grande procedevo in avanti anche con la scelta dei giochi da fare: da quelle “facilitate”, schema ridotto che qua e là inseriva qualche lettera d’aiuto, a quelle maggiori con definizioni comunque semplici quasi prevedibili, fino a quelle da mezza pagina firmate dai migliori enigmisti italiani, Bartezzaghi, Ghilardi. Per concludere poi con quella senza schema, in ultima pagina, solo spazi bianchi da coprire con la soluzione di definizioni a cui aggiungere anche le caselle nere. Ne ho una nuova in mano quindi, come forma alternativa a scrittura, lettura, ai pochi – pochissimi, lo dichiaro – esercizi di fisio che faccio. Tutto l’insieme che compone quel pacchetto di alternative che metto giù per bollare il tempo, per farlo correre riempendolo di qualcosa di più vivo rispetto ai vuoti di cui si compone. Ma senti un po’ cosa ho scoperto rispetto ai canoni che ricordavo di possedere con la Settimana: mi ha retrocessa al livello di principiante dell’enigmistica. Con la mia boria, il giornaletto in una mano la penna nell’altra, non procedo, sono ferma davanti allo schema, quale che sia. Irritata, detesto riconoscermi ignorante. Riprenderò un libro oggi pomeriggio, quello va almeno. Settimana Enigmistica che non sei altro.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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