Bandiera gialla

L’ho saputo da poco che è morto Gianni Pettenati. Sì, proprio lui, il gran maestro di Bandiera gialla, quella sua hit che ha disegnato le rette trainanti della mia prima giovinezza. Finché la vedrai bandiera gialla “tu saprai che qui si balla e il tempo volerà”. Qui esplode, forte, il ricordo di Papaja ’90, la discoteca, quella della mia età più fresca, con il suo dj che gridava a chi era in pista “la gallina canta”; sono i miei 18 anni, le prime notti in discoteca a Jesolo, d’estate, uscite concesse fino alle 2.00 della notte. Poi arriva la domenica mattina, poche ore dormite, ma comunque al lavoro nel negozio dei miei a vendere materassini, secchielli, palette, costumi da bagno per i clienti che vanno al mare, mentre io mi impegno facendo anche il bilancio della notte appena trascorsa, con quel coprifuoco mai rispettato e le conseguenze pagate con gli umori seccati dei miei genitori. Pensando comunque a quella musica, a quella “bandiera gialla” ascoltata per la prima volta durante le indimenticate notti estive targate 1990, ballando a caso guardandomi in giro, caricandomi di quel divertimento nuovo e tanto bello. No, no che non ti dimentico Bandiera gialla, e come potrei.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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