10mila Lire

Ieri, come capita spesso la domenica, siamo andati fuori per pranzo, io, Luca con mamma, l’occasione è rintracciata per riguadagnare quel minimo di serenità famigliare che ha sterzato da noi insieme a papà. Ci si muove lungo Jesolo, soprattutto perché questa stagione primaverile, in pigro ritardo, non è ancora salita sul crinale del gran turismo; in pratica è finito maggio ma il caldo, che dovrebbe richiamarlo a frotte, finora non è arrivato. C’è possibilità quindi per avventurarsi con l’auto anche lungo le vie più frequentate di questa città che è col sole che mostra la sua immagine migliore, preziosa, eccellente, superiore. Ça va sans dir. E così ieri abbiamo potuto trasvolare e ci siamo trovati seduti al tavolo di un ristorante di nuova apertura, affacciato sulla strada più famosa del litorale, quella alla moda, che assume il volto e l’immagine della “Milano-da-bere” (se solo l’avessi mai vista): vetrate luminose avanzate sulla strada, nessun infisso come va di moda oggi, vista panoramica aperta sull’esterno, arredi chiari, dettagli curati, servizio assistito verso un menù importante. Ma io, nota per la mia qualità di totale assenza di un minimo senso dell’orientamento, c’ho messo un po’ per capire in che angolo di Jesolo mi trovavo, ho dovuto guardarmi attorno con attenzione crescente per identificarlo e scoprire che lo conoscevo bene. A pochi passi dalla casa in cui ho abitato per decenni e dalla quale ho dovuto spostarmi perché mancava di ascensore e le mie previsioni sul futuro, sintonizzate sulle frequenze della sclerosi multipla, mi obbligavano a dirle addio. Ma vabbè. E poi, e poi il ricordo. Il posto nel quale ieri ho pranzato, quello fin troppo “Milano-da-bere”, un tempo era stato una pizzeria: piccola, di seconda quota, non certo alla moda, addirittura mediocre, perfino dozzinale, ma davanti casa, eccolo il suo valore. Era il locale dove era concesso andare da sola, con le amiche, a piedi, senza essere accompagnata in auto. In buona sostanza la prima meta delle mie uscite giovanili: pizza fuori casa, il sabato sera con possibilità di stare fuori fino alle 21.30, mi sembra di ricordare. Ieri mentre mangiavo, mi guardavo intorno, pensando a quella pizza di un’epoca fa, all’immancabile lattina di Coca Cola, ai 10mila Lire che avevo in tasca del tutto sufficienti per quel sabato sera con le amiche, atteso, piacevole, desiderato, quello che ignorava la valanga che mi sarebbe crollata addosso dopo poco. Quant’è bella giovinezza, inconsapevole e con 10mila Lire in tasca.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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