Stamattina leggendo il giornale ho scoperto che c’è una visita a Venezia che vorrei tanto poter fare per catturare la visione in presa diretta di un recente ritrovamento storico che mi emoziona al solo sapere che esista. È tornato al Museo marciano un incunabolo di otto pagine a firma di Cristoforo Colombo nel quale comunica ai reali di Spagna, finanziatori della sua traversata, la scoperta di un nuovo Mondo, le Indie secondo le sue indagini. “De insulis Indiae supera Gangem neper iuventuis” (Delle isole d’India oltre il Gange recentemente scoperte). Si trovava a Dallas questa ricchezza della storia, negli Stati Uniti, qualcuno l’aveva sottratta da Venezia, non si capisce come e da chi, ma a quanto pare senza responsabilità da parte del possessore texano che infatti non ha posto riserve nel riconsegnarla alle autorità. Nelle sue otto pagine, Colombo racconta ai reali di Spagna quanto aveva visto nella nuova terra, lui la considerava l’India ma qui, se abbiamo fatto le scuole elementari, sappiamo bene dove sta l’inghippo. Appunto le scuole elementari dove quella data, 1492, quelle tre caravelle, Nina, Pinta e Santa Maria, quella traversata di fatica, tra minacce e compromessi, quella terra vista per la prima volta, con capacità e furore, quel grido di fatica, terra-terra, hanno scritto le pagine più famose dei nostri primi cinque anni sui banchi di scuola. E quella data, 1492, 12 ottobre, chi la dimentica, neanche i più sfaccendati tra noi, è stato il nostro giro di boa, il prima e il dopo del sapere che ci ha formati, quello lungo il quale siamo cresciuti e che ci ha consentito di prendere una direzione, quella verso le nostre di Indie.
1492
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela