Finito il tg delle 20.00, dopo aver cenato, da me si comincia con lo sbarazzare i piatti dalla tavola, trasferirne la gran parte in lavastoviglie, spostare in dispensa il cestino del pane e poi l’acqua, buttare i tovaglioli di carta nel pattume e, ovvio, risistemare al loro posto le medicine della sera scambiandole con quelle del mattino. Nel frattempo si fa spazio per le tazze della colazione perché in questo modo il risveglio sarà più veloce. Mentre la televisione fa da sottofondo anche se raramente la si ascolta. Il più delle volte quello che racconta non interessa, fino a ieri sera quando sentiamo dire: sclerosi multipla, 5xmille. Alzo la testa verso il video, mia mamma fa lo stesso, ascoltiamo in silenzio, c’è una signora in sedia a rotelle che parla di ricerca, necessità di denaro, donazioni, roba fin troppa nota, ma in più ieri ho visto che in video con lei c’era, prima dell’inizio della sua trasmissione, anche Stefano De Martino, un personaggio tv che si dice essere sulla rampa di lancio del successo pieno. L’ho visto ascoltare la sua ospite con quello che sembrava autentico interesse, non ha interrotto, nessuna ripresa con dettagli superflui, incapaci, vuoti e inadeguati. Le ha lasciato spazio consentendole voce mentre lei, seduta sulla sedia a rotelle, presentava la sua sclerosi multipla secondaria progressiva, come la mia, quella pronta a muoversi in tutte le direzioni che sceglie di prendere, mentre tu te ne stai in silenzio in attesa del momento che sceglierà per sferrare il suo attacco, egoista e malfidata qual è. Stefano De Martino, già, dicono essere lui il personaggio tv del momento, un Pippo Baudo in fasce sembra, e ieri sera l’ho visto ascoltare con interesse una testimonianza targata sclerosi multipla ma non l’ha proiettata verso l’esibizione purchessia. Poteva pensare solo al palco di Sanremo, quello che dicono abbia già agguantato, invece il suo sguardo era aperto e attento verso la sua ospite, l’ascoltava con garbo, gentilezza e accordo mentre le faceva ripetere il codice fiscale del 5xmille di Aism, quello che serve per avventurarsi con decisione forse addirittura sicurezza verso la soluzione finale di questa tragica patologia neurologica. E allora via, se l’hanno fatto loro lo ripeto anche io:
Fondazione AISM 95051730109.