Un amore di Swan

E riprendendo il discorso già cominciato nei giorni scorsi, ieri ho recuperato un capolavoro che avevo in casa, un romanzo mai letto, comprato senza avere perfetta informazione di cosa fosse, riposto tra gli scaffali della mia libreria con il costante proponimento di venirne a capo. Un amore di Swann si intitola. Già, Proust, nientemeno. Ricordo molto bene quando lo acquistai, tantissimi anni fa, ma proprio tanti, nel negozio aperto da pochi mesi sotto casa mia, gestito da Alessandra, lei che in breve diventò amica mia ma che in quel pomeriggio ancora non lo era. Ero entrata perché volevo acquistare un volume di Proust, iniziare la Recherche nientemeno. Ma non avevo coraggio – e confidenza – per chiedere dove sbattere il naso svelando in questo modo quell’ignoranza che in una libreria non mi sarei mai perdonata. Così quando vidi tra gli scaffali questo romanzo a firma di Marcel Proust ricordo di averlo preso e ripreso tra le mani, insicura se fosse il caso di portarlo a casa, se fosse la cosa giusta da fare, se facesse o meno parte della Recherche, oppure no, eppure bastava che leggessi con maggiore cura la quarta di copertina per venirne a capo, ma non lo feci, scema io, lo comprai lo stesso, invece, certa di aver raggiunto l’obiettivo del mio progetto. Avrei dovuto sapere che Un amore di Swan è un romanzo-nel-romanzo, una sorta di episodio della Recherche che definisce il testo del capolavoro proustiano. Ieri l’ho ripreso in mano trasportata fin da subito dentro una dimensione letteraria dai caratteri supremi. Mi sono resa anche conto di averne cominciato la lettura diverse volte, e di averlo anche abbandonato, l’ho capito ieri mentre affogavo tra le sue pagine e sentivo in quelle righe un’aria nota, qualcosa che in un certo modo conoscevo già, un brivido brillante e capace di portarmi a fine riga con un carattere di piena completezza letteraria. Complesso Un amore di Swan, composto da intervalli alti, personaggi che sembrano sovrapposti tra loro, dialoghi illimitati, periodi superiori che arrivati alla fine spesso ti costringono a tornare all’inizio, magari dieci righe sopra, forse anche di più, perché la scrittura è piena, preziosa, articolata, ampia, libera, avvolgente e nello stesso tempo chiusa in un campo che ne rende la comprensione fin troppo difficoltosa. No, non leggerò la Recherche al completo, mi spaventa anche solo l’idea, ma sono ben felice che in quel pomeriggio di tanti anni fa ho comprato, tra scampoli di ignoranza e tanta inesperienza, Un amore di Swan e che forse oggi è arrivato anche per me il momento giusto per terminarlo.

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La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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