Negli ultimi tempi mi capita di ascoltarlo sempre più spesso Lucio Battisti, passa in tv con video rimaneggiati in un cui di autentico c’è solo la sua voce – meno male – mentre le immagini sono pietose e rifatte. Le ragioni di questa rilettura non l’ho trovata, diciamo il bello allora: basta spostarsi dal video per tornare indietro di tanti anni, a quando lo ascoltavo con le musicassette, sì proprio quelle che restituivano un suono sporco, ma non era un problema, quelle che per risparmiare imparavi a registrare da sola, quelle che spesso le trovavi col nastro srotolato e che con cura dovevi rimettere in ordine tu utilizzando una penna per riavvolgerlo. Le stesse che in tanti ti chiedevano in prestito quando sapevano che le avevi perché Battisti era Battisti, la colonna sonora dei primi amori, di certi baci rubati, ma anche delle cotte che finivano senza nemmeno essere mai nate, composte com’erano di pensieri e parole chiusi e mai vissuti davvero. E mentre scrivo mi viene in mente il pomeriggio di quell’estate in cui salendo dalla spiaggia vedo un’auto che rallenta davanti a dove abito, la riconosco, scende proprio lui, sa il cielo quanto mi piace, si guarda in giro, faccio in tempo a raggiungerlo, ci salutiamo, io con un fremito, in poco sono di nuovo sull’arenile, con lui, seduta su una panca, mi chiede come sto, cosa faccio in quella torrida stagione, se ascolto Battisti, dico di sì con entusiasmo, mi domanda se posso prestargli la musicassetta che utilizzo, certo gli dico, figuriamoci, “ti rivedrò”, penso, “quando verrai per restituirmela”. Vado in spiaggia tutti i giorni da allora, per settimane, anche se fa caldo, risalgo sempre all’ora esatta del primo incontro, ma non lo ritrovo mai fino a quando la musicassetta, all’improvviso, fa capolino dentro il contenitore della posta, senza un biglietto, senza un grazie. Quella sì fu una vera Giornata uggiosa.
Mi ritorni in mente
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela