Cento anni di storia jesolana

L’altra mattina, quando ancora il caldo irrespirabile degli ultimi giorni non si era fatto sentire, ho trascorso qualche ora fuori casa con la mia famiglia fino a trovarci per pranzo davanti a un pezzo significativo della storia di Jesolo: senza nessuna intenzione di andarci, per puro caso, eravamo seduti di fronte alla facciata di un albergo che il prossimo anno compirà cento anni dalla sua apertura. Lo ammetto, non sapevo che Jesolo potesse fondare origini tanto remote, credevo che la sua prima nota risalisse al secondo dopoguerra insieme allo sviluppo e alla crescita di tutto il Veneto orientale, quello che seguiva le tracce di un primo benessere, sobrio, ancora lento, seppure convinto, dettato dalla nuova sicurezza espressa dalla fine dell’ultimo conflitto mondiale. Quasi cento anni di Jesolo invece: con il racconto di un’apertura alberghiera che mi ha riportato alla mente Mann, la sua La morte a Venezia, quel capolavoro di inizio Novecento che dà luce al Lido di Venezia ed esprime racconti moderni, ricordi, desideri inediti, sconosciuti, mai svelati eppure fondamentali per guardare a un futuro già autentico. Non so se questo nostro albergo jesolano nei suoi cento anni abbia vissuto spezzoni di storia tanto autorevoli o se invece il suo inizio sia portatore di una debole seppure audace idea turistica. So solo che io, guardandolo, mi sono emozionata

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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