Ne ho già parlato di Sinner su queste pagine, vero? Non mi sbaglio, mi sembra, perché il fatto è questo: la mia passione per lo sport nasce e finisce sulla base delle vittorie tricolori, al meglio quelle clamorose, quelle degli atleti italiani, da Tomba che ferma Sanremo per vincere l’Oro alle Olimpiadi di Calgary, passando dal calcio, come quelle dei campionati Mondiali vinti dall’Italia o senti un po’ qui il Milan, che rifila cinque bombe dentro la rete del Real Madrid finendo poi per vincere quella che all’epoca si chiamava Coppa dei Campioni e gioendo allo stesso modo per l’Inter e il suo Triplte agguantato con Mourinho in panchina, a casa mia si tifa solo quando si è certi di vincere, furbastra come so essere. Perché le competenze per il vero sport stanno fuori dalla mia finestra, è bello solo agguantare la vittoria per miei gusti, tipo che ieri pomeriggio mi sono cuccata credo tre ore di battute di racchetta tifando per Sinner, l’altoatesino rosso di chioma che al di là di tutto mi sembra davvero un bravo ragazzo, senza capire niente del suo sport comunque, quello che lo ha portato a trionfare sull’erba verde di Wimbledon, un risultato che mi dicono essere qualcosa di simile al match della vita. Dicevo, e non a torto, io che di tennis capisco meno di nulla: le regole, il significato di quelle righe sul campo, come si assegnano i punti, quelli che fanno vincere o le battute perse e che danno invece il valore all’avversario, so solo che ieri sera Sinner ha portato a casa un risultato unico, spettacolare, emozionante, trionfando di fronte a una platea composta da gran parte dei reali europei – oltre a quelli inglesi, ovvio – mentre sugli spalti sedevano molti personaggi che compongono il bel mondo della ricchezza mondiale. Di rappresentanti dello sport o della politica italiana non c’era nessuno, temevamo che Sinner non ce la facesse mi chiedo oggi, vuoi fare un viaggio addirittura a Londra per niente? Sia mai.
Abbiamo noi il nostro Re
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela