Credo che le prove per l’esame di maturità siano ormai terminate per tutti, forza ragazzi è passato anche questo scoglio, anche se ho letto a piene mani che molti di voi hanno rifiutato di sostenere l’orale portando avanti giustificazioni tali da farvi sfuggire al colloquio diretto e conclusivo davanti alla commissione forse perché, fatti due conti autonomi, il punteggio per raggiungere il voto finale e positivo lo avevate già raggiunto. Troppo stress avete detto, e pure inutile, addirittura superfluo, i vostri calcoli sui punteggi ottenuti con le prove scritte mettevano in chiaro che in cassetto c’erano i titoli sufficienti per andare verso la promozione senza fare l’orale quindi via, tanti saluti e grazie, forza usciamo dalla classe, ci sono mamma e papà già alla porta ad accogliere noi ragazze con un mazzo di fiori in mano, noi ragazzi con un qualche omaggio, loro emozionati e pronti a stringerci a braccia aperte, orale fatto o meno, già in posa per un selfie e via che si va pranzo insieme in ricordo di una giornata che non tornerà più. E che infatti non tornerà più. Proprio vero. Come scelta per il vostro mancato orale avete messo in conto molte opzioni da sembrare addirittura valide, eppure io quasi tutte non le ho capite, forse perché sono lontana dal mondo della scuola da troppe epoche, aggiungo comunque che più di voi lo conosco il mondo, il suo movimento, cosa produce in termini di fatica, impegni, calcoli da sostenere, tensioni, stanchezze, crolli emotivi che necessitano preparazione autentica e voglia di farcela per darle la spinta sicura verso il risultato più certo. Anche il più pesante, soprattutto il più pesante, c’è da aggiungere. Ed è per questo che la scuola è un supporto necessario, coi suoi inevitabili limiti.