…lo ha detto Vasco Rossi, ieri, saputa la notizia della morte di Celso Valli, autore di primo livello della musica italiana, penna inimitabile, artista, compositore, produttore, mano certa di quella canzone che dagli anni Ottanta in poi ha accompagnato molto di quanto ho voluto ascoltare io. Ché proprio nella musica italiana ho scelto di buttarmici dentro fin da piccolina, per autentico piacere e preferenza; non mancava il cantautorato di valore in casa, lo potevo ascoltare tra i 33giri più maturi di mio fratello, ma c’era anche la radio, le frequenze FM che nascevano proprio allora, era lì accanto dove sedevo, spesso a terra, svoltando tra i tasti e le manopole, in cerca di quanto preferivo sentire. E il genio e il talento di Celso Valli era ben presente, lo ricordo, lo trovavo tra le note di Eros Ramazzotti che grazie a lui aveva vinto Sanremo vestendosi del primo successo che da lì in poi lo ha preso per mano verso le ottime certezze successive. Fino a emozionarmi fuori dai limiti quando mi ha messa davanti al Claudio Baglioni di quella sua opera superiore de La vita è adesso. Eccelso Celso, quello che se pure oggi ascolto anche solo in velocità comunque mi fermo, tornando indietro di decenni per sentirmi fremere di una gioia pulita e giovane. Con la luce che mi si spalanca dentro se penso al suo lavoro proprio con Vasco Rossi visto che hanno messo insieme titoli prepotenti come Senza parole o Sally, proprio quelli che sanno ricoprirmi di palpiti gelati ogni volta che parte una qualche e qualunque nota. E questa è solo una parte, potrei andare avanti per un bel po’, perché ha ragione Vasco: Eccelso Celso.
Eccelso Celso…
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela