Non credevo accadesse davvero, non con questa potenza quantomeno, anche se le previsioni meteo lo annunciavano, “caldo a iosa dicevano”, a partire da Ferragosto più o memo, il giorno non era preciso, ma il periodo sì, i toni al solito erano al limite del dramma umano, mentre io sorridevo, mica è possibile mi ripetevo, in questo periodo no che non accade, le giornate si stanno facendo più corte perché si incamminano verso settembre ribadivo con sicurezza. In quest’estate dal clima un po’ fuori norma i tg non avevano ancora messo in campo i servizi pronti da maggio, ridicevo, quelli costruiti e già preparati, cose del tipo che col caldo c’è necessità di bere almeno tre litri di acqua al giorno, mangiare tanta frutta e verdura e non uscire di casa durante la controra e via sulla strada che, da giornalista dei miei stivali quale sono, non avevo ancora ritrovato malgrado da sempre l’informazione estiva si regga così, su quei temi che inquadrano spiagge colme, bimbi che sguazzano tra le onde, teste bagnate sotto le fontane delle città d’arte, code chilometriche ai caselli autostradali e avanti sul tema. Mi concentravo invece attorno all’idea che giunti a questa data certi caratteri fossero ormai dietro alla schiena. Sbagliavo, eccome se lo facevo, tradita dalla certezza che queste giornate che, mamma mia se pesano, non potessero più farsi norma e quindi evitare di attorcigliarsi attorno alla mia sclerosi multipla che di caldo si nutre per le sue pericolose ripicche. Fatemi tacere, diventerei volgare e non mi va.
Silenzio, resto una signora
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela