Ferragosto, io non ti conosco

Eccoti qui Ferragosto, ti detesto da sempre, anche se solo in parte va detto, perché nello stesso modo ti attendo, quando arrivi c’è sentore di fine estate, giornate più lunghe in pratica, settembre dietro l’angolo e poi vaga, vaghissima speranza di caldo ai termini. Quest’anno anche no, sentendo quello che si percepisce nell’aria divenuta all’improvviso pesante, torbida, piena di afa e calura che opprime i sensi, ma va da sé, basta che te ne vada estate, dicono che accadrà tra poco, dicono. Ferragosto, io non ti voglio tra i piedi, con quello che sei, con quello che rappresenti, che comunque, lo ripeto, dal 16 si dovrebbe parlare un’altra lingua, quella dell’arrivo al traguardo, amato, atteso, desiderato soprattutto, perché comunica con il linguaggio della conclusione, un solenne qui scende il sipario, cara estate. Proprio tu che quest’anno, in pochi giorni, ti sei incollata addosso quel genere di calura che, ragazzi miei, mica sembra naturale. È già accaduto in passato, certo, ma quest’anno mi ero illusa, l’afa tardava, troppa grazia sarebbe stata. Invece questi ultimi giorni valgono quasi di più, ricchi come sono di un soffrire comune che mi impedisce, per decenza, perfino di tirare in ballo la detestata sclerosi multipla anche se con lei il caldo mi grava addosso con indecenza. Aggiungo però che io almeno con questa canicola immorale me ne posso stare a casa con l’aria condizionata che mi dà sollievo, penso a chi deve stare fuori per lavorare invece, attività manuali addirittura, costretti l’aperto, sotto il solleone battente, nelle ore nemmeno nominabili per il caldo che si trascinano addosso. Vuoi vedere che la sclerosi multipla per una volta mi rende omaggio?

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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