Muso lungo, lamenti gratuiti, parole facili, sparate a caso contro di me come a non sapere che posso fare fino a lì, che non sono una menefreghista, che se parlo tento di mettere al meglio in campo il mio contributo, invece no, mi si considera diversa, i miei tanti problemi gravano sugli altri e lo so, ma non a titolo di sfavore, piuttosto perché diversamente, col carico che dà la sclerosi multipla, non posso agire. In famiglia dico. Va così. Ho assunto il ruolo di capro espiatorio che aveva papà, non so come lo potesse sopportare, era bravo, generoso, nobile nei sentimenti quelli che esprimeva liberamente, con generosità, come se noi tutti avessimo il diritto di essere duri con lui. Adesso manca troppo ma non solo per quello che faceva, piuttosto per la consapevolezza di quelle gratuite cattiverie che gli ho rovesciato addosso anche io e che non possono essere cancellate dai sensi di colpa che la sua assenza ha fatto crescere dentro il mio cuore. Scusami di tutto, papà.
Scusami di tutto, papà
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela