Leggere, che passione

Mi piace scrivere, certo, mica mi sarei buttata dentro questo blog altrimenti, ricordo molto bene quando decisi di farlo, licenziata da pochi mesi, ancora senza un nuovo impiego, sentivo la necessità di riempire il mio tempo con qualcosa capace di darmi soddisfazione, e così capitai da queste parti e qui, tra alti e bassi, rimasi. Però, però adesso aggiungo un dettaglio: in questo posto ci sto ancora bene ma, nello stesso tempo, in quell’altro spazio dove da sempre vivo con assoluto favore, in piena bellezza aggiungerei, ora passo poco, pochissimo, sempre meno tempo, addirittura quasi nullo. Alla lettura, intendo, quel valore che mi è sempre appartenuto e che ultimamente mi sta quasi scappando di mano, messo da parte, senza volerlo, dimenticando quei ritmi che erano miei, tipo leggere quel paio di capitoli al giorno, magari anche solo uno o forse, nei momenti meno ispirati, quella decina di pagine sufficienti lo stesso per rimanere ben fissa sul titolo scelto. La ragione di questo intoppo potrei anche averla rintracciata, la probabile soluzione non dico di no, ma per andare avanti verso il circuito libero si tratterebbe di fare quel piccolo sforzo in più necessario per alzare il livello, battere la pigrizia, vincere i troppi pensieri che mi si affastellano in testa. Nel frattempo ho accumulato un perimetro di nuovi titoli che mi hanno fatto gola ma che stanno lì, fermi, in libreria, facendomi l’occhiolino pure, per farsi strada credo. C’è quello cominciato già da un po’, quasi terminato e pronto per venire archiviato, poi il romanzo che mi ha consigliato il mio amico Enrico e che ho comprato subito così come uno di Piperno di cui ho letto una recensione che mi ha incuriosita tanto da acquistarlo all’istante. Ecco il quadro è completo, il segnalibro pronto, la matita per sottolineare i passaggi preferiti anche, muoviti Cinzia, servi solo tu. E mettila in pratica ‘sta soluzione già disegnata dentro te, vincili i timori che stanno crescendo che se si fissano poi non li abbatti più, e lo sai bene.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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