Come ieri va bene anche oggi

Viso pallido e smunto, a fine estate il sole non mi ha vista mai, il mio aspetto appare così, affilato direi, spento, cereo, bianco, insomma brutto, senza volerci girare troppo attorno. Mi aiuterebbe un po’ di trucco, un’acconciatura più curata eppure nell’insieme il tutto resta lì, fermo e disordinato, da tanto, da anni, di sicuro da quando ho subito uno specifico intervento all’occhio destro, quello che mi ha impedito di usare su di lui prodotti chimici per un tratto di tempo ben lungo e che poi si è esteso per una mia intenzione specifica che si chiama assenza di volontà. Il risultato è che oggi mi vedo esteticamente pessima, ho perfino tagliato i capelli, ma corti, proprio corti come non mi sono mai piaciuti e per questo mai voluti ma adesso va così, mi sono adeguata a quelle necessità famigliari che impongono ragioni complicate da spiegare seppure doverose da rispettare. Fatto sta che, tornando all’inizio, non mi trucco più. E mi viene da pensare a quella mia prima adolescenza, quella che guardava ai prodotti per il trucco con una meraviglia nutrita da un desiderio che mi spingeva a sbirciare di nascosto dentro la busta dedicata alla cura di sé di mamma, la stessa che conteneva magiche creme, matite colorate per gli occhi, pennelli di vario tipo, ombretti, lucidalabbra e quanto richiedeva l’attenzione per il bell’aspetto. Eppure mamma faceva uso scarso di questi prodotti, nessun rossetto, niente ombretti troppo accesi, fondotinta dai colori ai limiti del naturale e via così, ma io, che lo stesso ero sedotta da quella busta, sapevo di doverla sbirciare solo da lontano, mi avesse vista mentre la toccavo avrei sentito uno strillo acuto, non se ne parla, mi avrebbe raccomandato, stanne alla larga. Il burrocacao, quello sì, concedeva, una crema bianca per ammorbidire la pelle, pure, prodotti trasparenti, sai che valore sul mio incarnato piatto. Poi penso al mio oggi, vuoi vedere che col trucco si torna sempre al punto di partenza mi dico.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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