Credo di avere ripreso a leggere seguendo i ritmi che riconosco come i miei, me lo auguro almeno. Mi sento presa per mano da una ritrovata continuità tra le parole, la stessa di un tempo, la scansione necessaria per rilanciarmi a corpo vivo tra pagine e nomi che disegnano su di me un piacere forte, vivo, puro, attivo, ricco, quello che solo la lettura mi sa restituire. Ho deciso che per rimettermi su questa strada devo pensare a me, solo a me, mettendo da parte il resto, il libro in mano lo sapevo che mi isola dall’esterno, da mamma nel dettaglio che, mentre io leggo, rimane ferma e sola davanti alla tv accesa. Non si fa mi dicevo, non è giusto che tu segua questa linea, non è per niente corretta, e così la mia voglia di leggere l’ho declassata, è andata in coda, cercando di rintracciare piuttosto un sistema per rivestire anche il tempo libero di mamma con qualcosa di più ricco per mente e desiderio. Restavo solo io la sua compagnia, spesso annoiata, poco preziosa, incapace di ridere e far ridere. Guardavo i miei libri mentre facevo comprare per lei riviste con parole crociate, giornali, testi che potessero riempire il suo e di conseguenza il mio di tempo libero, ma niente, il suo sguardo rimaneva sempre fisso e fermo verso il vuoto, o sulla la tv, insieme a un umore bloccato su frequenze inutili, il mio non da meno, convinta poi che leggere non fosse più roba per me. Così i libri sono scesi nella mia graduatoria del piacere e con loro anche ogni desiderio di lettura soffocato da un silenzio che ha frenato la volontà. Passata l’afa, a fine agosto, si stava sul terrazzo, ma poi pioggia e aria fresca ce lo hanno impedito, maledizione a te sclerosi multipla che mi rendi tanto fragile. Ora, però, ho individuato il modo per compiere un balzo in avanti, l’ho inseguito e ho voluto attribuirmi un vantaggio personale fatto di egoismo ma costruito su un desiderio di libertà che sento dentro, nella speranza che faccia da traino anche a mamma con il desiderio che le parole crociate in suo possesso le diano un sentito vigore. Io, nel frattempo, forse con esagerata freddezza, ho capito che ai miei libri non posso più rinunciare.