Sabato per pranzo sono uscita con tre compagne di scrivania di qualche lavoro fa, Romina, Fabiana, Michela, con cui ho spartito molti anni, di impegno, condivisione, risate, confronti, complicità, liti anche, abbracci e favori al momento giusto, poi la vita va, ma quel che costruisce di buono torna sempre. Ero indecisa se esserci o meno a questo appuntamento, come sempre, la ragione alla fine la capisco solo io credo, ma va così e per questo le ho tenute sulla corda prima di esprimere un assenso completo mettendo sul piatto un bel po’ di condizioni che, senza discussioni di sorta, hanno accettato: uscita per pranzo ho chiesto, poco lontano da dove abito io, ho praticamente imposto, accompagnata in auto, la vostra, come raccomandazione di chiusura. Detto, fatto, l’unico impegno che mi sono data è cercare un locale ideale che, per fortuna, ho trovato ancora aperto in questa Jesolo settembrina. Ci siamo accomodate al tavolo, con l’attenzione sempre presente che tutti aprono in primo luogo verso le mie di necessità, e poi, letto il menù, ciascuna ha puntato il dito sulla propria preferenza mentre la conversazione ha preso quota parlando di ieri, di oggi e di domani. Michela, che vive e lavora in Gran Bretagna ci ha condotte verso un tema che ha centrato l’obiettivo del nostro interesse: intelligenza artificiale. Fondamentale conoscerne i caratteri, ha spiegato, possedere i campi del suo apprendimento, ha proseguito, inserirsi in questa scrittura del saper fare perché entri con forza nel proprio curriculum vitae, fattore che diventa necessario, ha continuato, per imparare a muoversi con padronanza dentro i margini che dispone e produce, ha ripetuto più volte, nello spazio di pochi anni, ha aggiunto, sarà il discrimine che misurerà le competenze per svolgere una professione, quale che sia. Il mondo del lavoro è in piena trasformazione e sarà proprio l’intelligenza artificiale a dettare i tempi per la conclusione, la definizione, i contorni, i caratteri del nostro futuro dietro la scrivania. Ne verremo esclusi se non possediamo le competenze dei movimenti inediti che propone la AI dal momento che, non sono perfetti, e hanno bisogno del nostro sapere che deve essere pronto per valutarne l’adeguatezza ai vari sistemi professionali. Questo impone il nostro adeguato e rapido intervento al fine di non venire esclusi dal mondo del lavoro. Ci troveremo di fronte a un numero minore di posti di lavoro se non ci presentiamo adeguatamente qualificati, il futuro ha bisogno di essere gestito seguendo i dettami dell’intelligenza artificiale che non farà scomparire il ruolo dell’uomo ma ne richiederà una professionalità diversa, più completa, adatta a stare di fronte a fattori maggiori, più rapidi, definitivi. AI crea soluzioni appunto: il punto finale verso la sclerosi multipla e la malattia in generale, ho quasi urlato, no, mi hanno detto loro tutte insieme, con toni moderati ma fermi, economicamente non conviene, le case farmaceutiche continueranno sulla loro linea, morbida, lenta, calma, per il mantenimento della propria ricchezza economica, innegabile e ben salda. Al di là di questo ultimo dettaglio è stato un bel pranzo.
Intelligenza Artificiale
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela