Risonanza Magnetica con liquido di contrasto

Eccomi qui, di nuovo, finalmente su queste pagine, dove sto pur bene perché, lo ripeto, qui trovo aria libera, la sento, mi serve per non soffocare dentro la noia, la stessa che mi travolge portandomi via con sé, sempre, da sempre. Eppure, come la più lavativa tra gli studenti, sono sempre pronta a farmi da parte quando mi va, trovando scuse nuove anche se, lo dico, qualche ragione c’è e mi va concessa, io credo. Pronti, via che mi giustifico allora, anche se non è troppo difficile, mica devo cercare chissà dove le parole che mi servono, eccole pronte: Risonanza magnetica cerebrale con liquido di contrasto, quella fatta a metà della scorsa settimana. Appuntamento nella solita clinica padovana che conosco fin troppo bene purtroppo, specializzata nel rintracciare coi mezzi scientifici che mette a disposizione ogni passaggio di stabilità o avanzamento – mai indietro sia chiaro – della sclerosi multipla che ho legata in groppa. Con tutto il suo peso. Multiplo, appunto. Che ansia prima di farla, multipla anche lei la definirei, eppure come mi hanno ripetuto tutti in famiglia la verità la si sa, che vuoi che dicano in più adesso? Già, che significato può uscire questa volta – e che già non conosco -, cosa potrà mai raccontare quel tubo insolente dove vengo infilata per portare a capo l’esame, proprio quello che nella mia vita mi ha accolta tra le sue braccia arroganti almeno una trentina di volte disegnando scampoli tormentati di vita, quel finto viaggio che ho ritrovato anche la scorsa settimana, rumoroso e assordante, e da cui come sempre sono uscita frastornata, con la testa che girava, spaventata per non guardare, neppure per sbaglio, le immagini del mio cervello proiettate sui video tecnologici che lo avevano fotografato, a chiazze nere e poi bianche, e che magari avrei potuto anche interpretare abituata come sono a starci accanto forse incrociando anche solo per errore gli sguardi scambiati tra i radiologi davanti a me. Impegnati a distrarre proprio me dalla verità.  

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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