Ieri, mi sembra, sono stati annunciati i cantanti che prenderanno parte al prossimo Sanremo, il Festival, ovvio, quello che amo sopra ogni cosa da decenni, e di cui devo aver già parlato su queste pagine, almeno così credo. Perché sono cresciuta, invecchiata direi, guardandolo sempre ma il tempo m’è passato addosso cosicché tutto il circolo del Festival, da molti anni a questa parte, mi risulta quasi inedito, troppo giovane per potermi piacere, così lontano da quel “Sanremo è Sanremo” che faceva da sottotitolo a ogni mossa sul palco del teatro Ariston. Mi sa che sarà così pure quest’anno visti i nomi dei partecipanti che ho sentito nominare, molti neanche so chi siano, la causa però sono solo io, la mia inettitudine verso la ricerca del nuovo, l’assenza di studio nei confronti del domani così come il desiderio di voler rimanere inchiodata dietro al ricordo di ieri, quello che sembra l’unico in grado di animare il mio spirito. Eccolo il primo Sanremo che ho guardato: classe 1982, avevo dieci anni, sul palco c’è un tal Riccardo Fogli, mica sapevo tanto di lui, solo che durante l’estate precedente era passata tra le radio una sua canzone che mi era piaciuta. Il gennaio dopo me lo trovo sul palco sanremese, bello, elegante con una canzone in pieno stile festivaliero, calma, placida, racconta di un amore quasi finito tra lacrime e dolore, mi piacque subito, a me e ad altri, vinse difatti. Credo sia nata lì la mia passione sanremese, inseguendo quel Riccardo Fogli che pochi anni prima era stato uno dei Pooh lasciandoli in fretta alla ricerca di una sua scia che da quel momento, e per un po’ di anni, è salita di quota. Io, al di là di tutto, so comunque che anche senza di lui di Sanremo mi sarei innamorata lo stesso anche se poi gli anni sono trascorsi, sono invecchiata, la musica nuova ha assunto il suo corso quello che io non comprendo più, ma va bene lo stesso. “Perché Sanremo è Sanremo”.
Storie di tutti i giorni
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela