La mia sensazione è che il Veneto, i veneti, il loro modo di pensare, esprimersi, sintonizzare il proprio volto sul pensiero generale appaia orientato su caratteri poco accolti e non recepiti dal resto del paese Italia. Veneti, ovvero popolo caratterizzato da un fondo ben netto di ignoranza, cultura accordata ai minimi termini, cattiveria pura nel complesso, analfabetismo di ritorno quello con cui ne viene disegnato il profilo, né più né meno che in questo modo. Antipatici anche, arroccati attorno a quell’abbondante benessere economico che punge perché non viene nascosto, anzi, fieramente esibito fino a suscitare quella patina di invidia bruma che dà fastidio, allontanata dalla vista positiva dell’intelletto come caratteristica suprema e superiore rispetto a tutto il resto. Da veneta fremo, ma che dire d’altro, condividere? Arrabbiarsi? Sentirsi travolgere da un afflitto senso di inferiorità autentica? Noi veneti eccome se li conosciamo certi limiti culturali di cui siamo corrieri, ma il tono con cui l’informazione ci racconta è parziale? Inadatto a restituirci il vero volto mi chiedo sempre? Stiamo davvero antipatici tanto quanto sembra? Non lo so, ma l’immagine generale che da veneta mi sento dipinta addosso mi sembra questa. E chissà poi cos’altro.
Noi veneti che non siamo altro
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela