Oceano mare

Sabato Alessandro Baricco sarà a Jesolo per presentare il nuovo lavoro. Appuntamento sopra le righe. Inatteso, fuori dai canoni, suoi e del pubblico che lo legge, amandolo, da decenni. Come me. Una serata che travalica i livelli noti della presentazione di un libro perché assumerà i caratteri di un format in cui il lavoro letterario diventerà anche festa, happening musicale, lezione notturna. Un Baricco proiettato ben oltre se stesso. Non ci sarò ma non per voler starmene alla larga piuttosto per ragioni d’altra natura e ben note su queste pagine. Ma il suo arrivo a Jesolo è stato sufficiente per portare alla luce tutti i ricordi che mi legano alla sua letteratura scoperta direi per caso ma con che soddisfazione. Un’edicola vicina a casa, giornali, quotidiani e qualche libro tipo una collezione di titoli venduti a basso costo, tra questi uno in particolare, Castelli di rabbia, acquistato ben per caso dandomi modo di tuffarmi dentro a una parola mai sentita prima, circondata da quel suo tono fluido, ricco, nuovo, legato a una narrativa sviluppata su un ritmo mai letto, toni arrotolati da una musicalità inedita che non dimentica mai una potenza lessicale, sontuosa, splendente, certamente esclusiva. Benvenuto nella mia vita, signor Baricco. Tocca poi scoprire poco dopo anche il suo Oceano Mare per confermare lo stesso piacere caldo e autentico, mai perso, nemmeno nei tempi successivi. I due esordi di Baricco, quelli che hanno trasformato e arricchito la letteratura italiana a partire da inizio Novecento, raccontano ciò che non è lecito evitare di leggere. Come tutto il resto del suo palinsesto

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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