Che noia di tv, allontanarsene? Certo, devo farlo ed è su questo pensiero che piombo ogni volta perché sto soffocando travolta da un bel po’ di monotonia. Sto appesa troppo alla televisione, lì dove tutto si muove su una programmazione fissa che parla sempre degli stessi argomenti, di cucina in larga parte, con cuochi, o forse nemmeno tali, che si accingono a confrontarsi su piatti composti da ingredienti pesanti, addirittura uguali perlopiù, abbondanti, fin troppo, composti piano dopo piano, uno sopra l’altro, senza nessun rispetto per economia e secondo me nemmeno gusto. Non cucino perché in piedi davanti a un piano cottura io e la mia sclerosi multipla non ci stiamo, aggiungo anche che comunque non ho mai amato farlo, resta il fatto che le portate televisive mi danno fastdio. Per i loro esiti finali, troppo elaborati, ciò che vedo cucinare sono perlopiù autentici “mappazzoni” scomposti, carichi di tutto ciò che amo di meno, sovrapposti, piano dopo piano, fino a formare un chissà cosa che mi sembra perfetto per guadagnarsi il titolo di spreco, completo, assoluto, integrale a totale discapito per chi ha difficoltà a riempire il carrello della spesa. Possibile mi chiedo che nessuno intervenga per bloccare questa visione onnivora composta da poco gusto e molto spreco? Vale la pena continuare su questo livello di tv, allora? No, direi di no visto l’insieme di ciò che offre. Col telecomando in mano procedo per scoprire che, chiusi i fornelli, arriva l’altro tema imperante, la cronaca nera, anche questo come argomento vestito da asse dei palinsesti quotidiani, con argomenti che si replicano, capitoli su altri capitoli, sempre gli stessi, uguali per racconto, narrazione, minimo valore giornalistico. Tizio uccide l’altra, caio insegue l’altro, chicchessia ruba a casa di ognuno. C’è da darsi una svegliata, Cinzia, lo riprendiamo un bel libro in mano per esempio o lo lasciamo coprirsi di altra polvere sullo scaffale, canaglia che non sei altro.
Cotto, stracotto
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela