Sant’Ambrogio alla Scala

Vorrei possedere le virtù culturali valide per assistere, con la competenza che dà soddisfazione, domani sera, alla prima della stagione lirica milanese in programma al Teatro alla Scala e trasmessa in diretta su Raiuno. Sì ecco appunto vorrei, dal momento che sono priva di ogni direzione precisa per orientarmi in questo ambito del sapere, per comprenderne i movimenti figuriamoci poi dopo che ho letto il titolo dell’opera e il nome del suo autore (Una lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Dmitrievič Šostakovič) che mi hanno collocato dentro un grande niente che mi ha schiantantata  contro il nulla della mia purissima ignoranza; gretta, sporca, impregnata attorno a un niente autoritario e per nulla gradevole. Ecco a voi la mia bassa identità che in ogni caso, domani sera dalle 18.00, mi trasferirà davanti alla televisione per prendere atto di come si muoverà questo evento lirico diretto dal Maestro Riccardo Chailly. Mi staccherò dal video dopo poco, già lo so, me misera, ci provo ogni anno seguendo lo stesso valoroso intento ma niente da fare, dopo un po’ il non sapere dà noia. Ecco il segreto di cui avrei bisogno: la mia amica Marina seduta accanto me, lei, grande conoscitrice di questi valorosi disegni musicali mi introdurrebbe alle massime qualità di un’arte suprema. L’amicizia è anche questo, prima o poi, forse, il mio desiderio salirà di quota, chissà. Io e lei davanti a una tv perché andare alla Scala mi sembra un sogno fin troppo esagerato.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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