Era il 2002

Ieri ho fatto una passeggiata in auto lungo le vie di Jesolo, 8 dicembre, decorazioni luminose in quantità, pure esagerate, mercatini di ogni sorta, alberi di Natale in sfida tra loro per quale sia il più alto, luminoso, originale, colorato, poi gente e turisti pieni di pacchi un po’ ovunque. Una cittadina estiva Jesolo, con mare e spiaggia, che a dicembre cambia però volto, spirito e atmosfera, manifestando l’idea che lettini e ombrelloni si spostino dall’arenile alle vie principali. Tutto cominciò nel 2002, lo ricordo fin troppo bene: lavoravo da pochi mesi per un’agenzia di comunicazione che tra i suoi clienti vantava anche l’amministrazione jesolana che quell’anno introdusse nella sua programmazione un evento inedito: Jesolo vestita a festa, non solo tra luglio e agosto ma anche a dicembre, per Natale appunto. Si trattava di una scommessa buttata sul piatto e per portare a casa il risultato serviva un evento vincente, singolare, dai tratti epici. Fu cercato e trovato, prima tra molte città Jesolo scovò un’idea allora ancora esclusiva: la costruzione di un Presepe di sabbia e, dopo aver individuato i professionisti adatti a edificarne l’idea, si partì. Il tutto prese vita addirittura timidamente. Venne scelta una piazza, specificato un modello per installare il programma, cercato il sistema per coinvolgere gli addetti ai lavori, cittadini anche, dapprincipio poco inclini all’idea. E si arrivò al via. Prima timidamente. Ma il 26 dicembre 2002 il circolo cambiò, è la data in cui Jesolo conobbe la sua prima invasione natalizia, con code lunghe centinaia di metri di persone che aspettavano il momento del loro ingresso per ammirare il presepe. Papà, che faceva orgogliosamente parte della Protezione Civile, in quei giorni natalizi venne convocato con i colleghi per regolare l’ordine delle entrate; io nel frattempo dall’ufficio stampa del comune jesolano passavo le giornate lavorative per cercare nuovi contatti e raggiungere in questo modo il maggior numero di giornalisti, tv, radio. Non era comunque troppo necessario, quel Natale di festa jesolana finì più o meno a Carnevale, tra soddisfazioni gonfie di sorpresa e stupore. Che oggi, come ho visto ieri, durano ancora.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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