L’albero, i ricordi e te papà

lo si faceva sempre l’albero di Natale qui in casa. Fino all’anno scorso. Eri tu papà il gran Maestro di cerimonia del nostro abete. Perché seguivi il mio di piacere che con te, infatti, c’era e che ho abbandonato da quando manchi. Ero piccola e in casa arrivava sempre un abete vero che tu sceglievi con attenzione, lo ricordo perché quasi sempre mi portavi con te ad acquistarlo, doveva avere le ramificazioni verdi e ordinate, l’altezza corretta, il fogliame distribuito in modo regolare. Eri preciso papà e, senza indugi, sapevi scegliere ciò che desideravi, una volta tornati a casa ti mettevi al lavoro e procedevi con la distribuzione degli addobbi racchiusi in una scatola che ricordo bene perché, anno dopo anno, era sempre la stessa, con il suo contenuto storico che tu, solo dopo un passaggio attento, poco alla volta, rinnovavi. Ricordo molto bene un dicembre di tanti anni fa in cui, mentre ti occupavi dell’abete, io, bambina, stavo sotto la finestra accanto a te sedotta da un’improvvisa nevicata dicembrina ai limiti della magia. Poi gli anni, accidenti a loro, sono passati e pure l’ultimo Natale che abbiamo trascorso insieme, quello di due anni fa che ci ha visti ancora una volta spalla contro spalla mentre si decideva come allestire al meglio il nostro albero, più piccolo, non più vero ma scelto con attenzione sempre da noi due. La scatola delle luci, ancora la stessa invece, custodita dentro la soffitta nel palazzo dove ci siamo trasferiti quasi vent’anni fa sollecitati da te papà che dentro il pensiero avevi già maturato l’idea che nella nostra vita sarebbe entrata a distribuire cazzotti la sclerosi multipla e, per questo, per me, l’ascensore sarebbe diventato, purtroppo, necessario. Buon Natale, papà, con un abbraccio grande come tutto il bene che ti voglio e che, maledizione a me, non ti ho mai dimostrato e dichiarato come meritavi.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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