Scusateci ragazzi

Manco da un po’ su queste pagine, le Feste sono questo, pranzi, incontri con tutti, spassosi certo, ma si sono portati appresso diverse assenze misurate proprio qui: Buon 2026 in ritardo quindi, che non deve mancare. Però questo nuovo anno come è iniziato? 1 gennaio, 1.30 circa, Svizzera, Crans-Montana, luogo esclusivo per sciare e divertirsi, locale alla moda e all’improvviso eccolo qui l’evento drammatico, quello che la stampa di tutto il mondo ha definito la strage dei sedicenni: per ragioni nascoste ancora dietro l’angolo, la discoteca è andata a fuoco, come le tante domande rispetto alle cause che hanno portato alle strazianti morti di troppi dei ragazzi presenti durante quello che doveva essere un momento di festa. E pensare che poche ore prima di questa tragedia ho ascoltato in tv, come tanti di noi, il discorso di fine anno del nostro Presidente Sergio Mattarella, commovendomi pure, durante la parte finale, dedicata proprio ai giovani, alle prospettive per il loro domani. Parole ferme e presenti, le sue, espressioni decise e importanti, rivolte a loro come un invito a esserci, credere nelle singole potenzialità, rivolgendosi con sincerità a un domani che gli appartiene, per smuoverli con forza di volontà ferma, quella che non si arrende. Mentre, poche ore dopo, accade l’ingiusta vicenda svizzera, completamente a carico degli adulti sembra: c’è poco da aggiungere, quei ragazzi erano lì per divertirsi, ma la nostra incuria sul sistema di sicurezza del locale pare abbia giocato un ruolo decisivo su quanto accaduto È lì che si è legge la nostra superficialità, noi adulti abbiamo giocato sporco, lo ha detto addirittura il Sindaco della località svizzera che ha dichiarato la noncuranza dei controlli ufficiali sulla struttura. Scusateci, ragazzi, la colpa è solo nostra, voi, accusati di tutto, sempre, a destra e a manca, quella sera volevate solo godervi il vostro tempo con allegria, poi di mezzo, il peggio, lo abbiamo aggiunto solo noi adulti  dimostrando di non essere in grado di mostrarci come dei validi modelli.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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