Poi capita che arrivi un wapp diverso dagli altri, né migliore né peggiore, solo diverso e basta, con toni che hanno però addosso un gusto che sa di ieri, di un periodo vissuto con carica, tra chiacchiere autentiche, esagerate e che sono il ricordo di risate mescolate a qualche lacrima, pensieri lievi e inutili perlopiù, ma necessari, speranze infuocate e mai esaudite. In quelli che per me sono stati gli anni in cui ho scoperto che la sclerosi multipla mi stava disegnando le sue tracce addosso cercavo leggerezza e risposte delicate da tollerare. Proprio allora ho conosciuto un’amica nuova, molto bella, sempre alla moda, differente da com’ero io, eppure lo stesso insieme ci abbandonavamo a momenti unici, ci sfuggiva qualche bicchiere in più accompagnato da discorsi leggeri che ci portavano via, anche sbagliando. Tutto qui. Ma il vissuto è strano, quando decide lui cambia direzione, ti porta su binari lunghi e non più paralleli l’uno all’altro, quelli smettono di esserci e separano le vite senza davvero un perché. Per questo il wapp ricevuto l’altro giorno mi ha ricordato una spalla affidatami in passato, gratuitamente, con il desiderio di essere con me, per condividere spazio e vita annullando le paure, i troppi tremori, le domande che la sclerosi multipla, fin dall’inizio, mi aveva seminato dentro e attorno.
Era ieri
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela