Da Mestre a Cortina: ciao Pippo

In questi giorni olimpici mi è salito in mente il ricordo di un compagno di Liceo che aveva una casa a Cortina, è qui che trascorreva le sue vacanze invernali. Per un paio di anni, circa, ha vissuto nella cittadina dove frequentava il classico, si condivideva la stessa classe, mi fa quasi ridere ricordare come non ci fosse mattina che arrivasse puntuale malgrado la distanza tra casa sua e la scuola corrispondesse a una strada da attraversare. Pochi metri. Non conoscevo la sua famiglia, la voce che girava tra i corridoi sosteneva che fosse molto più che benestante ma riservata, poco incline alla chiacchiera e ancora meno a dimostrare lo stato sociale cui apparteneva, facoltosa eppure mai incoraggiata da troppe esibizioni. Nessuno di noi compagni di classe era mai stato invitato in casa sua, solo una volta ci permettemmo di suonare quel campanello e a farci avanti: di lì a poco si partiva per la gita scolastica, poche giornate, non ricordo se a Firenze o a Roma, ma la sua famiglia gli aveva negato il permesso di partecipare, la pagella portata a casa era scarsa. Quel pomeriggio ci aprirono l’ingresso, salimmo, entrai anche io scoprendo un appartamento disposto su due piani che mi accecò per la sua raffinata eleganza. Scoprii per la prima volta l’autentico contesto economico cui apparteneva il mio compagno di classe che infatti, dopo poco tempo lasciò la nostra scuola perché con la famiglia si stava traferendo in un palazzo a Venezia, acquistato, ristrutturato e arredato. Pochi anni dopo, verso l’ora di pranzo, mi chiamò un altro amico del liceo per dirmi che lungo la Tangenziale veneziana che conduceva a Cortina, accanto a una famosa discoteca, nel cuore della notte, un’auto con a bordo il nostro ex compagno di banco si era schiantata provocando la morte di tutti i passeggeri. Anche la sua. Con quasi tutta la classe ci ritrovammo a Venezia per partecipare al funerale, non salutammo quasi nessuno della sua famiglia che comunque non ci avrebbe riconosciuti ma per noi era comunque importante essere lì. Ciao, Pippo.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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