Continuiamo così…

Ho rivisto Bianca l’altra sera. Volevo farlo da quando giro il mondo seduta su una sedia a rotelle e il mio punto di osservazione verso le persone è cambiato: non è più il volto la prima cosa che noto ma le scarpe. Come Moretti mi sono detta fin da subito, superba? Direi proprio di sì. C’è, infatti, un livello maestoso di genialità nel monologo dedicato alle scarpe che conclude il film in grado di togliere il fiato per tutta l’intelligenza con cui è condotto. Bianca è un film del 1984, moderno, capace di mettere in scena un linguaggio innovativo dentro una sceneggiatura che per l’epoca deve essere sembrata ai limiti del credibile. La scuola dove insegna il protagonista si chiama Monroe, in classe al posto dell’immagine del Presidente della Repubblica c’è quella di un calciatore, per i professori c’è uno psicologo a disposizione per aiutarli a superare lo stress del lavoro con gli alunni. Rivedere questo film nel 2018 fa uno strano effetto, quello che racconta siamo noi oggi e la conclusione può essere una sola: Moretti come tutti i veri artisti è un autentico genio in grado di spostare lo sguardo verso il futuro anticipando perfino quello che dovremmo ripeterci ogni mattina quando apriamo il giornale: Continuiamo così, facciamoci del male. 

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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