Al di là del fiume tra gli alberi

Un incontro casuale, quattro chiacchiere sincere e poi sentirsi addosso una botta fortissima di emozioni diverse che partono da un ricordo fin troppo bello, la giovinezza. Ieri dopo anni ho rivisto il gran cerimoniere di un locale che ha scritto la storia della vita notturna nella mia città, il capo banda di un luogo che ha cresciuto almeno due, forse tre, generazioni di ragazze e ragazzi assicurando a ogni serata caratteri unici e irripetibili. È sottinteso dirlo di un momento della vita in cui il qui e ora non conosce ombre e il futuro è certezza che tutto verrà senza intoppi? Probabile. Ma se a guidare la magia dell’istante che stai vivendo c’è qualcuno che mette in campo la sua genialità per inventare qualcosa di nuovo prima degli altri, le prospettive addirittura migliorano. È stato così per anni nella mia città, se volevi un locale dove sentirti a casa, dove incontrare tutti, dove innamorati, dove bere, dove ascoltare musica sempre diversa, dove inseguire nuove idee, fare festa fino al mattino, sceglievi di andare dove c’era lui, che era lì per tutti, e se non c’era stava guardando l’orizzonte pensando alla prossima notte da costruire anche per te. Dopo oltre vent’anni ci siamo rivisti scoprendo di portarci addosso bagagli di vita diversi ma allo stesso modo pesanti. Io con la mia sclerosi multipla, lui con qualcosa d’altro, non ho voluto indagare ma ho capito che non si trattava di un raffreddore. Io ho visto la malinconia nel suo sguardo, forse lui ha visto la mia. Poche domande tra di noi ma numerose parole simili e condivise: orgoglio, vergogna, mancata accettazione e adesso cosa si fa. Io con un corpo trafitto, lui messo al tappeto proprio dalla sua creatività. Tutti quei progetti finiti chissà dove, tanto i suoi quanto i miei, perché la vita sa essere ben vigliacca quando vuole. Avrei voluto trovare le parole giuste per indicargli il modo di approdare ad una nuova riva per poi tendere la mano verso di lui chiedendogli il favore di portare anche me di là del fiume.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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