Son tutte belle, la mia di più

Mille striature di bianco in testa hanno reso necessario un rapido intervento della parrucchiera per un ritocco di colore capace di restituire un finto senso di giovinezza alla mia chioma. Ieri ci sono andata, diciamo che sono tornata all’ovile, dalla parrucchiera dove va mia mamma, quella che ho abbandonato da tempo alla ricerca di mani più giovani, occhi più attenti alle tendenze della moda, professioniste consigliate dalla tizia e dalla caia di turno che ne declamavano doti e capacità sintonizzate sulle passerelle milanesi. Forse non mi so spiegare bene, mi dicevo ogni volta che, tornata a casa, mi guardavo allo specchio vedendomi addosso lo stesso appeal di Maria Goretti. Ho scelto di lasciare Milano quindi, vediamo che succede mi sono detta tonando alla base e una cosa sostanziale è accaduta alla cassa: Maria Goretti paga molto meno adesso. Ieri mentre avevo il colore in posa e il negozio era vuoto, le due ragazze che lavorano lì hanno cominciato a girarmi attorno, mi sentivo come una preda molto ghiotta pronta per essere soffocata da molte chiacchiere inutili, sai che gioia per me. Sono lì che mi fingo occupata con il telefono in mano e una della due mi chiede coma sta mia mamma, annuisco dicendo che sta bene, sorrido, abbasso la testa, penso di avercela fatta ma lei incalza dicendomi: “Com’è dolce tua mamma”. Mi stupisce, la guardo, forse ho messo su una faccia stranita, di certo sorpresa perché lei interviene subito dicendomi che a volte le mamme in famiglia sono molto diverse da come sono fuori, sembra volermi rassicurare, addirittura consolare perché magari con me non è così dolce. Sorrido e vorrei dirle che ha ragione perché se c’è una persona al mondo con cui mia mamma è diversa sono proprio io, perché con me è troppo, tutto, anche di più di tutto. Sono solo colpita perché quando la vedo muoversi  con gli altri mi sembra così spigolosa, solitaria, per nulla interessate alla relazioni, nella sua testa ci sono solo io che invece vorrei altro per lei, vorrei che potesse vivere qualche momento di autentica e meritata serenità. Mentre gli spazi che si prende sono pochissimi, sempre meno, veloci e a malincuore, come andare dalla parrucchiera, una volta la settimana, lo ha sempre fatto, ci tiene, per lei è importante e io insisto perché continui. Quando ci va la vedono come una donna dolce, invece è una donna triste che vorrebbe sulle sue spalle tutto il mio dolore, ancora di più di quello che ha. Aveva diritto ad un altro genere di vecchiaia mia mamma, e anche mio papà, mi dà fastidio soprattutto questo della stronza di sclerosi multipla, del suo modo di colpire a caso, a destra e sinistra, in alto e in basso, dove vuole. Come tutte le malattie mi si dirà. Già è vero, come tutte. Ma adesso penso solo a quanto è dolce mia mamma.

Published by

Avatar di Sconosciuto

Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

Lascia un commento