La ragazza con un filo di perle

È da ieri che mi gira addosso un po’ di malumore, quella roba che fa dire adesso facciamo basta, un po’ di tregua che un minimo di prospettive positive ora sarebbero gradite. È la storia di un licenziamento davvero turbinoso il mio che ha buttato sul tavolo la perdita del lavoro ma anche un cospicuo gruzzolo di soldi che ancora mi spetta e che mi ha fatta salire a bordo di un ottovolante per nulla divertente. Da circa un anno si è aperto un dialogo esclusivo tra avvocati che passa tra buoni intendimenti delle parti in causa, soldi che arrivano seguendo un fiacco lumicino, accordi firmati, più disattesi che rispettati va detto, proposte irricevibili e altre cariche di illusioni, balzi all’indietro e salti in avanti per superare le buche dentro le quali di volta in volta si è rischiato di cadere. E  proprio quando la strada sembrava aver imboccato una direzione senza intoppi,  ecco un nuovo stop, un e adesso chi lo sa cosa succede, pare certo solo che i tempi per chiudere la partita e lasciare il campo si siano allungati di nuovo e i miei progetti con loro. Quindi le brutte nuove di ieri, quelle che parlano di ennesimo cambio di programma, non solo ritardano un’altra volta i termini di un tormento che vorrei si concludesse al più presto, ma in più posticipano la realizzazione con quei soldi di un progetto utile al mio futuro, che di suo è molto instabile. Ora l’intero piano d’azione è da riscrivere, nei tempi, nei modi, nelle forme, consapevoli tutti che se in un anno non è stato possibile seguire una strada ampiamente tracciata dalla legge quello che accadrà da qui in poi è solo un grande boh. Malumore lo chiamo io, quanto sono per bene come ragazza.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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