Oggi sono di buon umore, stranamente positiva, ho buone idee, vedo cose belle attorno e dentro me, mi sento soddisfatta. Meglio scriverlo mi sono detta, mi capita di rado. Non che sia una musona sempre triste, per carità, ma non mi succede spesso di vedere una bella giornata e sorridere. Sarà la primavera? Impossibile. Non mi piace. Sarebbe pure una bella stagione se non sparisse subito dando largo spazio all’estate, al caldo insopportabile, quando non all’afa che toglie respiro e forze. No, mi sa che questo senso di benessere è indipendente dalla stagione dell’anno e tanto so già che si risolverà in poche ore, non mi conoscessi. Dovrei approfittarne per fare qualcosa di bello insieme a qualche buon amico, in più in questi giorni non devo lavorare, niente di meglio per prendermi cura del mio tempo libero. Ma oggi pomeriggio ho un impegno già preso che non posso rimandare, anche se potessi però – e impegnandomi il modo per liberare qualche ora potrei trovarlo – deciderei di stare a casa, ho mille cose da fare abbandonate al loro destino. Domani sarei più libera in effetti, la mattina non proprio però e in più non sono certa dell’orario in cui potrei finire, meglio non prendere appuntamenti, mi secca sempre molto disdire all’ultimo, e poi devo considerare la mia malattia, non consente corse veloci da una parte all’altra, devo un po’ risparmiarmi. Venerdì? Il pomeriggio vado dalla parrucchiera, c’ho una selva di capelli bianchi da far scomparire che mi ruberà molto tempo, pazienza. Poi sarà sabato, la giornata perfetta, ma torno al lavoro, non posso farci nulla, l’ho desiderato tanto questo impegno che mica posso lamentarmi adesso. Poi chi può dirlo se questo senso di benessere e questa voglia di evadere dalla quotidianità sarà ancora roba mia fra qualche giorno. Mi sono riletta, m’è venuto da ridere, quanto sono brava a trovare giustificazioni per la mia pigrizia. Potrei scrivere un manuale: “I mille modi per trasformare la sclerosi multipla in un alibi perfetto”.
E domani chi lo sa
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela