Anche questo Natale…

Passata anche questa. Ma diciamolo, fa più paura l’ansia dell’arrivo stesso. Il giorno dopo, Natale è già una memoria fragile, di quelle che ti dici “sembrava un uragano che travolge e invece guarda qui, andato senza fare danni”. E poi da quando non sogno più il Natale perfetto è diventato anche più facile chiudere il bilancio in positivo: sono stati più belli i regali ricevuti – uno in particolare – di quelli fatti e molto più che importanti le persone sentite – una in particolare – di quelle nemmeno cercate. Insomma tutto bene e il 26 dicembre è già una boccata d’aria libera finalmente. Sono pure contenta, e sa il cielo perché, anche se tra pochi giorni compirò gli anni e pensa che gioia posso provare, anche se quello che sta arrivando è il periodo dell’anno in cui le giornate si allungano e in un battibaleno sarà di nuovo primavera e poi subito estate e io non ne ho mai voglia, e anche se la stronza di sm non smette di mordere, io sto bene. E non c’entra niente il Natale che se n’è andato senza fare danni e non è nemmeno vero che non so il perché, lo so fin troppo perché sto bene. Capita quando arrivano parole inattese che già sai rimarranno lì, buone buone e per sempre, da tirare su al momento giusto come una copertina che scalda al bisogno, pronte a venire fuori quando serve per ricordare che niente è stato inutile. Basta che ci sia stato. Per fortuna.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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