Che si fugge tuttavia

Ho risentito dopo diversi anni un vecchio amico, quattro chiacchiere a parlare di ieri, di oggi, della nostra comune passione per i libri, delle opinioni che spesso ci fanno litigare, anzi sempre. Fino a che lui non mi dice che mettendo a posto tra i suoi vecchi ricordi ha trovato una mia foto di mille mila anni fa, te la mando,  l’ho guardata. Sono seduta al tavolo di un bar credo, non ricordo, sembra la preistoria, ho una tazza in  mano, tè? Mi interessa poco il resto dell’immagine però, guardo me, è quello che si fa sempre quando si vede una nostra foto mi si dirà, ma stavolta è diverso, perché quella che vedo è una giovanissima donna che sa tutto eppure è convinta di potercela ancora fare e d’improvviso mi scende addosso il silenzio di una tristezza potente. Non so che anno possa essere ma riconosco l’inguardabile maglioncino che indosso -mai stata nota per il gusto nella scelta dell’abbigliamento io- e so con certezza che è lo stesso che avevo anche la sera in cui la stronza ha tirato fuori una zampata delle sue, la più feroce tra tutte quelle che mi ha regalato negli anni distribuendole a caso. L’ho buttato via quel maglioncino e non solo perché era un’oggettiva schifezza. Quella foto è tante cose da sopportare, è il ricordo di quanto sia imprevedibile e maligna la sm, ma è soprattuto l’immagine di una giovinezza tradita, di un volto ancora senza rughe, di capelli lucidi e di un colore naturale, occhi svegli che non ignorano perché dentro la testa si muove già tutto, non ci sono spazi rimasti in ombra ma prevale la forza, il desiderio di vincere, perché cadere troppo in basso se pur arrancando si riesce ancora a galleggiare? La guardo ancora quella foto e sto male per quella giovanissima donna, non per me, io la conosco questa palude lei no, lei ci sta ancora credendo, lei comincia a sentire qualcosa di nuovo e diverso, ma va bene anche cosi si racconta, non cambia, non cambierà si ripete. E infatti sorride in quella foto, piena di speranze, con qualche traccia di malinconia forse, come può avere solo una giovanissima donna che sa tutto.

 

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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