Fino a starsi sulle scatole da sola

Qualche tempo fa la mia amica Gloria mi ha detto che quando parlo con le persone tendo a interromperle, che la conversazione con me non fila mai fluida come dovrebbe perché io mi inserisco sempre e di continuo, che mi ci metto in mezzo con forza, parlo sopra al mio interlocutore, lo blocco per aggiungere la mia opinione che così sale di quota da sembrare più importante. Ci sono rimasta male ma non mi sono sentita in nessun modo attaccata, mi fido della mia amica e ne abbiamo parlato, non me ne ero mai accorta ecco tutto, ma da allora, attenta alle sue parole, ho fatto caso alle mie abitudini notando che è vero, Gloria ha ragione, non è facile conversare con me, io trovamdomi di fronte mi starei parecchio sulle scatole per esempio. Ecco, mi parlo sopra da sola, lo faccio anche con me stessa, che difficoltà essermi amica. Chissà come fa lui a rimanere al telefono con me per più di un’ora ogni volta che mi chiama. Lui è un amico un po’ speciale, quella cosa che in pochi capiscono: io che dovrei essere arrabbiatissima, che fin da subito avrei dovuto tagliare con violenza ogni rapporto, o almeno così dicono tutte le mie amiche (anche Gloria) perché un milione di tempo fa mi ha lasciata e in gran parte a causa della sclerosi multipla, ma lo sappiamo solo noi quanto pesava e come sia stata proprio a favorire quel doloroso addio per giunta. Poi di anni ne sono passati tanti, io non mi sono fermata a contarli, non conto più nulla da tempo del resto, ma credo siamo nell’ordine dei dieci e in mezzo c’è stata tanta vita per me e per lui. Passo dopo passo questi anni sono stati segnati da telefonate che era sempre lui a fare a me, mai troppo improvvise mai troppo distanti tra loro, piacevoli lampi di luce durante i quali nessuno dei due voleva negarsi il piacere di sentire l’altro rispettando comunque quel tacito, invisibile accordo di non parlare del reciproco presente, un condiviso silenzio che dava spazio a conversazioni di altro tenore, il nostro. Era amore che negava la verità del presente? E chi lo sa. Ora che l’oggi è noto, come il futuro che di certo non sarà nostro, si sa che questa traccia di legame così forte non passerà. Ma forse ancora una volta sto alzando troppo il tono parlando sopra la verità. Mai come ora vorrei che Gloria non avesse ragione però.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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