Sto pensando a quei ragazzetti che a partire dai prossimi vent’anni o giù di lì si potrebbero trovare tra le tracce del loro esame di maturità una che chiede di interpretare un’epoca storica come la nostra. Perché è roba fin troppo nota che ci troviamo in balìa di un dramma sanitario epico gestito tra le altre cose senza direzione né progetto da una classe politica evidentemente inetta e che per giunta ci troviamo a fare i conti anche con la ridicolissima assenza della guida governativa della più importante potenza Occidentale che a giorni dalla chiusura non riesce a far uscire un nome dalle urne. Quanti capitoli del manuale di storia verranno dedicati a questi disgraziatissimi mesi? A questa pandemia, partita chissà quando chissà come dalla Cina che ad oggi sembra l’unico paese pulito. E che quindi ora dica come si fa a venirne fuori, senza false filosofie e inutili maramaldeggi, perché qui si muore e tanto e quella che sembrava una strage destinata ai più anziani adesso ha alzato il tiro indirizzando le sue spire verso tutti. E al dramma si è aggiunto il grottesco – mentre Roma brucia Nerone canta – chi poteva immaginarlo che proprio ora che servono uomini di peso e spessore negli Stati Uniti non si riesca ancora a sapere chi sarà il prossimo presidente? Perché non trovare un nome per battere con agevolezza il secondo mandato Trump è abbastanza indicativo degli anni in cui viviamo, qui si parla di assenza totale non dico di valore politico – rassegnati a non vederne in giro – ma di semplice carisma. Perché questa volta sarebbe stato sufficiente. E se noi che siamo qui a vivere questi giorni non riusciamo a capire quello che succede nel mondo, tra zone chiuse e colorate, quarantene a singhiozzo, barriere, locali chiusi, piazze deserte, domandandoci in più perché non c’è ancora un presidente USA, come potrà farlo quel giovane studente che si troverà a dover capire questo bassissimo e inspiegabile Medioevo. Sarebbe come chiedere a me di calcolare un integrale.
Alla cattedra vi prego no
Published by
Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela