Sto volando, Jack!

Sono pronta a lanciare una sfida contro chiunque, mi butto sul campo senza armi di fronte al più terribile esercito, cattivo, pericoloso e malefico, tanto non mi colpirà. Non ho paura, vinco io, senza dubbi di sorta. Sono molto più che certa che nessuno possa dire di avermi mai sentita maledire un destino che mi ha affidato come come compagna di viaggio la sclerosi multipla, che mi abbia ascoltata mentre chiedevo perché a me e non a un altro, di avermi ascoltata mentre mi lamentavo contro una sorte e mi ha voltato le spalle e mi ha voluta dentro una squadra disgraziata, popolosa e pericolante. No, e lo dico con certezza. Ho pianto all’inizio di fronte a una diagnosi che non avevo nemmeno capito, ma caspita se il nome sclerosi multipla faceva paura, cosa fosse non lo sapevo nemmeno ma le lacrime sono scese lo stesso come una marea: ho abbracciato mia mamma, ci siamo buttate sopra un letto mentre urlavo che io la sedia a rotelle non la volevo. Ma da lì, poco alla volta un nuovo tempo è cominciato, e passaggio dopo passaggio si è affrontato tutto e sono fiera di me per i miei modi, morbidi e remissivi, almeno questo complimento me lo faccio, cavolo, per il mio coraggio e dignità, chiudendomi in me, questo sì, senza dare troppo spazio al mondo di fuori, è pur vero, ma con pochi lamenti rivolti agli altri comunque. In silenzio, cercando di fare ogni giorno il meglio che posso, senza smettere di ridere quando serve, di fare quello che mi piace fare, diciamo che tutto va bene, al meglio di come può andare insomma, ci si abitua a tutto, questo ho deciso io insomma. Ma l’altro giorno di fronte ad un collega che per quanto simpatico possa essere è di fatto uno sconosciuto, mentre finivo il turno e con fatica raccoglievo da terra una cosa che mi era caduta mi è uscito un “Non ne posso più”. Il primo della mia vita. E lì ho cominciato un ragionamento nuovo che mi ha portata a capire che questo ultimo, lunghissimo, periodo di ansia causa-Covid è entrato nella vite di tutti sfondando portoni di ferro portandoci al limite: la paura, autentica e continua, ci sta facendo colare a picco come a bordo di un Titanic nel quale ci affidiamo alla musica di in un’orchestra che continua a suonare ma solo per i passeggeri della prima classe. Serve con urgenza la certezza di un vaccino efficace adesso ma nell’attesa va molto più che bene un Leonardo di Caprio per ciascuno di noi: “Ti fidi di me? “Mi fido di te”.

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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