Resta amica accanto a me

Da più di trent’anni ho un’amica con cui ho condiviso gran parte della mia vita adulta. Il meglio assoluto tra noi è stato il periodo della giovinezza e “delle cazzate tra di noi”, poi non sono mancate le ferite, roba pesante fra l’altro, dolore e pianti cercando sempre le mani l’una dell’altra per tentare una qualche risalita. Senza dimenticare le discussioni, perché va detto, nel tempo molte sono state le cose che hanno imposto improvvise frenate al nostro rapporto, non certo senza reciproca amarezza continuando tuttavia a sapere che sotto la coperta sopravviveva il calore e la certezza che quell’amore sarebbe resistito. Fino a scoprire che uno sguardo complice scambiato al volo ritornava sempre per capire di essere ancora una volta dalla stessa parte. Io e lei siamo però capaci anche di confronti accesi su temi vari che lei vince quando io decido di mollare la presa, mica perché capisca di avere torto e lei ragione, sia chiaro, ma perché il suo modo di discutere – lo sai, vero? – raggiunge toni che io saprei contrastare con due parole secche se solo lei non fosse così polemica – lo sai, vero? Tipo quella dell’altro giorno: la sua bimba di 10 anni ha perso quasi un mese di scuola anche a novembre perché la classe che frequenta è chiusa causa Covid. Parlavo di questa forzata quarantena che coinvolge bambini e ragazzi, scuole, licei e università e le dicevo che gli studenti pagheranno a caro prezzo questo maledetto periodo: la loro istruzione sarà compromessa, lo studio on line, drammaticamente imprescindibile, non potrà mai sostituire il valore della vita scolastica composto da un sistema complesso che si nutre, oltre a tutto il resto, anche del contatto umano, con insegnanti, compagni di banco e della prima sensazione di vita autonoma, fuori casa. No, mi ha detto, ti sbagli, il Covid è una grande occasione di crescita per gli studenti, che consente di capire che diventare grandi significa anche assumersi responsabilità nuove, che la vita non è solo gioco e pigiama party da organizzare con le amiche, c’è soprattutto da capire che i problemi esistono e vanno affrontati con consapevolezze da non trascurare. Ha messo il solito punto fermo – è fastidioso quando fai la saputella, lo sai, vero? – e mi ha chiuso la bocca. O meglio, non ho replicato. Ma ho pensato molto a questa discussione, valutandone ogni fattore, ma il risultato è stato lo stesso, resto della mia idea – lo sai, vero? Non sono madre e dei pigiama party non so niente, ma sono fermamente convinta che tutti questi mesi lontani dai banchi siano gravi, capaci solo di creare lacune difficili da colmare, perché l’aoristo greco è difficile da imparare anche col più terribile dei prof. che ti corregge il compito con sguardo torvo e la più dura delle intenzioni educative figuriamoci se chiusi nella propria cameretta con un computer davanti che c’è e non c’è. Per non parlare degli incontri che la scuola regala, gli amici, e il tipo che ti piace da aspettare davanti alla classe e che ti farà scoppiare il cuore in quel un modo tanto speciale, e tutto il resto come il viaggio in autobus per arrivare a scuola, sinonimo della prima e vera autonomia da mamma e papà. Ti ricordi vero quanto era bello?

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Quella che prova a farcela

La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare.

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