Sicché è arrivato Natale, è passato anche il Solstizio d’inverno, data che detesto perché significa che le giornate cominciano ad allungarsi, debutta gennaio e mi tocca pure compiere gli anni e dopo arriva febbraio e insieme fanno i mesi più freddi dell’anno, il vero inverno, quello che mi fa irrigidire i muscoli, feroce lui, e che in un battibaleno si porta dietro la primavera, stagione bellissima, forse, se non avesse davanti a sé l’estate e tutto quel caldo, l’afa, il sole che non va mai giù, maledizione, roba che con la sclerosi multipla non va mai d’accordo. Ecco che mi tocca dirlo: su il sipario su quello che per me è il periodo peggiore dell’anno o almeno su quei giorni che mi mettono da sempre di cattivo umore di certo pensando a quello che verrà. Poi passa, per carità, mi vanto di non essere una lagna ma al solito va così. Al solito infatti, perché quest’anno la prospettiva è cambiata: sommersa come sono, come siamo, da un incubo nuovo che ormai da un anno viaggia accanto a tutti noi senza mollare la presa, il movimento del tempo, almeno del mio, è cambiato, è diverso. Il Covid lo ha reso più denso di preoccupazioni che spostano in avanti le lancette dell’orologio con il peso del piombo addosso a tutti noi ma senza dare la sensazione della lentezza. Strana cosa questa. Era febbraio quando tutto cominciò, ora è Natale e siamo ancora dentro a quel fango, chissà, forse anche più a fondo ma c’è qualcuno che può dire che quest’anno sia stato lento? Proprio certi che febbraio non fosse l’altro ieri?
Quella roba dei 365 giorni
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Quella che prova a farcela
La sclerosi multipla entra nella tua casa senza suonare il campanello, si accomoda dentro spazi che prima appartenevano solo a te e che adesso lei fa propri. Non è facile convivere con questa ospite inattesa ma si può fare. Vedi tutti gli articoli di Quella che prova a farcela